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Il 40% delle bronchiectasie ha una causa ignota



Le bronchiectasie sono una malattia dell’apparato respiratorio che causa tosse, produzione di catarro e infezioni respiratorie ricorrenti. Le vie aeree, i bronchi, sono dilatate in maniera per lo più irreversibile. A volte sono colpiti bronchi isolati ma più spesso la malattia colpisce tutto il polmone.

Questa dilatazione rende difficile eliminare le secrezioni bronchiali che diventano dense e trasformano la superficie bronchiale in un posto ideale per la colonizzazione e la infezione cronica da parte di batteri, funghi, virus e micobatteri la cui attività patogena è alla base dei ricorrenti episodi acuti di cui soffre il paziente.

La presenza dei microorganismi patogeni comporta una infiammazione cronica che porta a ulteriori danni del tessuto bronchiale con peggioramento delle bronchiectasie stesse, un vero e proprio circolo vizioso.

Le cause delle bronchiectasie sono diverse: malattie genetiche, come la fibrosi cistica e le discinesie ciliari; problemi immunitari con deficit di produzione di anticorpi; infezioni respiratorie gravi, tubercolosi, pertosse, virus respiratorio sinciziale ecc.
Circa il 40% delle bronchiectasie hanno però una causa ignota e vengono definite come idiopatiche. La diagnosi è confermata dalla TC del torace che è anche utile per valutare l’estensione e la gravità del quadro e a volte può dare indicazioni sulla causa delle bronchiectasie.

In Italia la prevalenza stimata è di 168/100.000 quindi più di 100.000 persone sono affette da bronchiectasie, con una incidenza pari a 10.000 nuovi casi all’anno.

Il 78% dei pazienti visitati in Pronto Soccorso per una riacutizzazione deve essere ricoverato con una degenza media di 10 giorni.

Il 25% dei pazienti con bronchiectasie morirà nei successivi 9 anni.

L’infezione da Pseudomonas aeruginosa è il più importante fattore di rischio per la mortalità, aumentando il rischio di 3.6 volte.

Benché le bronchiectasie siano una malattia nota dagli anni ’60 del secolo scorso, essa è stata ed è in parte tuttora una malattia orfana di attenzione e di cure.
Il principale problema sono i dati disponibili sull’epidemiologia della malattia stessa, fino a poco tempo fa pochi e dispersi. Solo di recente, attraverso EMBARC, the European Bronchiectasis Registry e gli analoghi registri nazionali, tra cui IRIDE, il registro italiano delle bronchiectasie, le informazioni note sono state messe a fattore comune dai ricercatori permettendo la progettazione e le realizzazioni di studi clinici finalizzati a comprenderne cause, dinamica e a identificare cure che possano alleviare il peso della malattia per i pazienti, le loro famiglie e il sistema sanitario.

La riabilitazione polmonare è efficace nel migliorare la qualità di vita e la resistenza all’esercizio fisico in pazienti con bronchiectasie non dovute a fibrosi cistica.

Tuttavia, fino al 2015 vi erano dati contrastanti a supporto di un’evidente efficacia.
Uno studio ( Effects of Pulmonary Rehabilitation in Patients with Non-Cystic Fibrosis Bronchiectasis: A Retrospective Analysis of Clinical and Functional Predictors of Efficacy ), pubblicato su Respiration, ha fornito elementi a sostegno delal riabilitazione polmonare per i soggetti affetti da bronchiectasie.

Lo studio retrospettivo ha coinvolto 135 pazienti che sono stati sottoposti a un programma di riabilitazione polmonare per tre settimane. Parametri quali la tolleranza allo sforzo fisico, la dispnea e la qualità di vita sono stati valutati prima e dopo l’avvio del programma.

E' stato dimostrato che la riabilitazione polmonare migliora la qualità di vita e aumenta la tolleranza allo sforzo fisico soprattutto a carico dei pazienti maggiormente compromessi sia dal punto di vista clinico che della funzionalità respiratoria.

I pazienti che hanno tratto maggior beneficio dalla riabilitazione polmonare sono stati i soggetti di sesso maschile, con alta frequenza di riacutizzazioni e con una funzionalità respiratoria molto compromessa. ( Xagena Medicina )
Fonte: Società Italiana di Pneumologia, 2017

Xagena_Salute_2017


Per approfondimenti: BroncoPneumologia.net http://www.broncopneumologia.net/



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