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La retinopatia diabetica colpisce oltre 1 milione di pazienti in Italia



La retinopatia diabetica colpisce oltre 1 milione di pazienti in Italia. Sono ancora molti i pazienti sotto-diagnosticati ( solo l’11% dei soggetti diabetici è stato sottoposto a visita oculistica ), non trattati adeguatamente o non sottoposti a screening.

Una quota importante dei malati in trattamento non aderisce pienamente alle cure, assumendo solo in parte i farmaci o non completando le somministrazioni previste.

La retinopatia diabetica è causata da un danno ai vasi sanguigni del tessuto della parte fotosensibile dell'occhio, la retina. Può svilupparsi in tutti coloro che soffrono di diabete di tipo 1 e di diabete di tipo 2.
Nei pazienti che hanno il diabete da molti anni e nei casi in cui la glicemia non è sia stata controllata a lungo.

Esistono due tipi di retinopatia.

La retinopatia diabetica precoce anche nota come retinopatia diabetica non-proliferante può essere lieve, moderata o grave.
Con l'avanzare della malattia le pareti dei vasi sanguigni si indeboliscono e vanno soggetti ai microaneurismi che possono dar vita a sanguinamenti.
E' possibile l'accumulo di liquidi ( edema ) nella parte centrale della cornea ( macula ) con conseguente riduzione della vista.

La retinopatia diabetica proliferante o avanzata è il tipo più grave perché coincide con la crescita anormale di nuovi vasi sanguigni a danno della retina.
I neovasi sono stimolati anche dalla formazione di aree ischemiche nella retina. Ciò può provare il distacco della retina oppure un flusso anormale di liquidi nell'occhio che causano il glaucoma.

Il diabete, ancor più se controllato male, si associa a un'anomala crescita di vasi sanguigni deboli, più soggetti a rottura o più piccoli e questo comporta una minore capacità di trasporto di ossigeno ai tessuti retinici.

Generalmente la retinopatia colpisce entrambi gli occhi.

I sintomi della retinopatia diabetica sono: macchie o fili scuri che galleggiano davanti agli occhi ( miodesopsie ), vista offuscata, aree scure e perdita dell'acutezza visiva, ipovisione, difficoltà nella percezione dei colori, cecità.

Le metodiche per la diagnosi iniziale di retinopatia diabetica sono: foto a colori del fondo, eseguita con il retinografo; fluorangiografia retininica, se vi sono segni di retinopatia diabetica proliferante per definire la presenza di aree ischemiche; tomografia assiale computerizzata, che permette di studiare in dettaglio la macula e il nervo ottico.

In caso di retinopatia non-proliferante e in presenza di edema maculare il trattamento classico è la fotocoagulazione laser, con pattern a griglia o focale, volta a ridurre l'edema, contenere l'andamento della malattia e ripristinare la funzione visiva.
In caso di edema della macula clinicamente significativo si può intervenire con iniezioni intravitreali di farmaci in grado di bloccare il fattore VEGF, una molecola che partecipa allo sviluppo anormale dei vasi sanguigni.
Il trattamento per la retinopatia non-proliferante con aree ischemiche prevede un'accurata ed estesa fotoablazione.
In presenza di sanguinamenti intraoculari ( emovitreo ) e distacco trazionale della retina il trattamento è rappresentato dalla vitrectomia. ( Xagena Medicina )

Fonte: Humanitas, 2017

Xagena_Salute_2017


Per approfondimenti: Diabetologia.net http://www.diabetologia.net/



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