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La vitamina D sembra avere un ruolo non solo nell’osteoporosi ma anche nelle patologie extrascheletriche



La vitamina D è fondamentale per la salute scheletrica ma sembra avere un ruolo importante anche in patologie extrascheletriche quali malattie cardiovascolari, diabete mellito e tumore.

Questa ipotesi è suffragata da svariati studi scientifici che hanno evidenziato una associazione tra condizione di carenza di vitamina D e patologie croniche extrascheletriche.
Questa correlazione andrebbe approfondita avviando uno studio su ampia scala e in doppio cieco coinvolgendo sia pazienti con ipovitaminosi D che pazienti con un adeguato stato vitaminico.

La vitamina D, ormone che il corpo umano sintetizza quotidianamente attraverso la pelle grazie all’esposizione solare, è, insieme al calcio e alle proteine, uno dei tre fattori che aiutano a preservare la massa ossea.
La vitamina D consente l’ottimizzazione della disponibilità di calcio e la stimolazione diretta del tessuto muscolare indispensabile per prevenire il rischio di cadute e fratture, un’eventualità che diventa più concreta con l’avanzare dell’età.

Nelle persone di età superiore a 65 anni la cute è meno recettiva rispetto a quella di un giovane; pertanto la persona anziana assume meno la quantità necessaria attraverso le vie naturali, mettendo a rischio la salute delle ossa.

Negli ultimi anni, la scoperta che molti tessuti e cellule del sistema immunitario presentano il recettore per la vitamina D ( VDR ) ha aperto nuovi orizzonti sulle molteplici funzioni di questo ormone.
L’analisi della letteratura scientifica sembra confermare che un adeguato stato vitaminico D non è importante solo per la prevenzione di fratture e patologie ossee come l’osteoporosi ma potrebbe influenzare positivamente l’incidenza di patologia croniche extrascheletriche come vari tipi di tumore, diabete mellito, malattie cardiovascolari e malattie autoimmuni.

Alcuni studi hanno dimostrato come la vitamina D giochi un ruolo importante nella regolazione della crescita delle cellule tumorali e nel modulare il controllo del sistema immunitario sul tumore.
Inoltre, i dati epidemiologici hanno dimostrato un aumento della prevalenza di diversi tipi di tumore, come quello del seno, prostata e colon, nelle aree settentrionali dell’emisfero; questo dato indica un legame tra la quantità di esposizione ai raggi ultravioletti ( UV ) e la sintesi attraverso l’epidermide della vitamina D.
Infine è emerso che tra i pazienti oncologici vi è un’elevata prevalenza di bassi livelli di vitamina D.

Un numero sempre maggiore di pubblicazioni ha rivelato inoltre che la carenza di vitamina D è correlata anche a un aumento del rischio di patologie cardiovascolari.
Sia la pressione arteriosa sistolica sia la pressione diastolica aumentano con la distanza dall'equatore e che alcuni eventi come il numero di ricoveri ospedalieri siano maggiori in alcune stagioni; tutto ciò indica che la vitamina D potrebbe svolgere un ruolo nel modulare sia la salute che la mortalità cardiovascolare.

Allo stato attuale le evidenze che legano la vitamina D alla salute cardiovascolare sono numerose, seppur limitate a studi meccanicistici.
Anche per quanto riguarda la sua applicazione in oncologia, nonostante vi sia un’elevata prevalenza di carenza di vitamina D nei pazienti affetti da tumore, è necessario fare degli approfondimenti. ( Xagena Medicina )

Fonte: World Congress on Osteoporosis, Osteoarthritis and Musculoskeletal Diseases ( WCO-IOF-ESCEO ), 2017

Xagena_Salute_2017


Per approfondimenti: Metabolismo.net http://www.metabolismo.net/



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