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Malattie infettive: 650 casi di malaria in Italia ogni anno



In Italia si verificano 650-700 casi di malaria di importazione, ma negli ultimi mesi la cronaca ha sottolineato la possibilità di casi di malaria autoctona.

Nonostante l'Organizzazione Mondiale della Sanità ( OMS ) abbia dichiarato l'Italia, nel 1970, un Paese privo di malaria, ancora oggi persiste un fenomeno di anofelismo residuo, cioè la presenza di zanzare Anopheles in alcune aree dell'Italia, dal nome della zanzara che trasmette la malattia da un individuo infetto a un altro.
Dagli studi più recenti, inoltre, pare possibile una reintroduzione della malaria da Plasmodium vivax, sebbene gli ultimi casi balzati alla cronaca sono quella da falciparum, la forma più pericolosa per l'uomo.

Tuttavia, il rischio che la malaria torni ad essere endemica in Italia è molto basso, anche se in anni recenti sono stati segnalati, ad esempio in Grecia, casi di malaria autoctona.
Tra le forme autoctone, cosiddette criptiche, è stata registrata la malaria aeroportuale, a causa di zanzare che viaggiano con gli aeromobili, e che possono essere vettori della malattia nei pressi degli aeroporti, o quella da bagaglio. Molto rari, invece, i casi di trasmissione per siringa.

La maggior parte dei casi di malaria di importazione viene osservata al Nord, si parla di 2 casi su 3. In parte questo fenomeno può essere attribuito a un problema di sottonotifica della malaria. Più semplicemente non vengono riportati tutti i casi al Ministero della Salute. Un fenomeno, quello della sottonotifica, che non dovrebbe superare il 5-6%, una percentuale che cresce nelle regioni meridionali.
Le infezioni vengono maggiormente riportate in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Lazio.
Pochi gli episodi malarici nelle isole, maggiori in Sicilia. Nel Sud pochi casi in Puglia e in Campania.

La malaria interessa soprattutto turisti e viaggiatori, circa un individuo su quattro. Tutti gli altri sono soggetti dove la malaria è endemica: in special modo di un gruppo, quello definito VFR, ossia Visiting Friends and Relatives, vale a dire persone che vivono nel nostro territorio ma che ritornano sporadicamente nel loro Paese d'origine.
In questi casi, si tratta di individui con scarsa consapevolezza del rischio malarico che non effettuano la chemioprofilassi e hanno perso quella condizione di semi-immunità.
Si tratta di casi che interessano soprattutto l'Africa subsahariana, e questo spiega perché in Italia circa l'80% dei casi di malaria di importazione sia da Plasmodium falciparum.
A volte ci sono episodi legati a trasfusioni di sangue, ma sono molto sporadici.

La malaria è una malattia con sintomi aspecifici, quindi si presenta con febbre o con una serie di sintomi simili all'influenza. Si tratta di una diagnosi immediata per un infettivologo, perché basterebbe associare l'aver fatto, nel breve periodo, un viaggio in Paesi dove la malaria è endemica per una diagnosi certa.
Un semplice esame al microscopio permette in un'ora e mezzo di avere un riscontro definitivo.
Una diagnosi su dieci è tardiva, e questo può provocare serie complicazioni, per il singolo.

E' stato sviluppato un vaccino che sta per essere integrato nei Programmi vaccinali di alcuni Paesi africani: Kenia, Ghana e Malawi. E' finalizzato a verificare su larga scala, più di 360mila bambini, le caratteristiche di fattibilità. Arriverà nei primi mesi del 2018.
Si tratta di un vaccino imperfetto, che dura 3 anni, e che garantisce una protezione del 30-40%.

Per i viaggiatori rimangono invece le varie procedure profilattiche, per evitare la puntura della zanzara e, laddove indicato, l'uso di farmaci. ( Xagena Medicina )

Fonte: SIMIT, 2017

Xagena_Salute_2017


Per approfondimenti: Infettivologia.net http://www.infettivologia.net/



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