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Nei prossimi 20 anni previsto un aumento del 34% nel numero degli eventi cerebrovascolari acuti nell’Unione Europea



La Stroke Alliance for Europe ( SAFE ), assieme all'ESO ( European Stroke Organization ), ha presentato le principali conclusioni della ricerca condotta dal King’s College su 35 Paesi Europei sull'ictus ( anche noto come stroke ).

Anche se, in Europa, il tasso di mortalità legato all’ictus cerebrale è diminuito nel corso degli ultimi 20 anni, l’ictus cerebrale rimane un drammatico problema perché più persone sopravvivono all’ictus e sono sempre più le persone che rimangono con gravi disabilità.

Il peso economico e sociale complessivo dell’ictus aumenterà in modo sensibile nei prossimi 20 anni a causa dell’invecchiamento della popolazione.
Si dovrà individuare il modo migliore per combattere l’ictus cerebrale e rendere più facile la vita per coloro che sopravvivono all’ictus e alle loro famiglie.

I dati raccolti nello studio Burden of Stroke hanno indicato che tra il 2015 e il 2035 ci sarà complessivamente un aumento del 34% nel numero totale degli eventi cerebrovascolari acuti nell’Unione Europea, dai 613.148 casi nel 2015 agli 819.771 nel 2035.

Un confronto a livello europeo sull’ictus e sull’assistenza sono fondamentali per aiutare ogni singolo Paese a mettere in atto strategie di prevenzione efficace per questa patologia, fornire un’assistenza adeguata e appropriata e supportare tutti quelli che vengono colpiti da ictus.

SAFE ha invitato ogni Paese Europeo a istituire un Registro nazionale per l’ictus al fine di mantenere un adeguato controllo sulla patologia.
Il Registro consentirebbe di monitorare le risorse e le prestazioni erogate durante l’intero percorso di cura.
La condivisone dei risultati permetterà, inoltre, a ogni Paese di imparare dagli altri e rinforzare e accelerare il processo di miglioramento dei modelli di cura per l’ictus adottati dai singoli Paesi.

Il costo totale dell’ictus in Europa è stimato nel 2015 in 45 miliardi di euro ed è destinato ad aumentare, includendo sia i costi derivanti dall’assistenza sanitaria sia quelli indiretti a carico delle famiglie e delle società.

Le previsioni mostrano che il numero delle persone colpite da ictus come condizione cronica passerà da 3.718.785 nel 2015 a 4.631.050 nel 2035, rappresentando quindi un incremento del 25% pari circa a 1 milione di persone in Europa.

Secondo Jon Barrick, presidente di SAFE, si tratta di una gigantesca onda che sta per abbattersi sull'Unione Europea ed è meglio iniziare a prepararsi per affrontarla.
E' pertanto necessario un piano di azione comune contro l’ictus in Europa in modo che il previsto incremento del 34% del numero di nuovi casi di ictus dal 2017 al 2035 non travolga i Sistemi Sanitari Nazionali e le famiglie dei pazienti colpiti da ictus cerebrale.

SAFE ritiene che il modo migliore per combattere l’ictus sia che ogni Paese membro della Comunità Europea abbia una strategia per l’ictus a livello nazionale attivamente supportata e sostenuta dal Governo e che riguardi l’intero percorso di cura dell’ictus: dalla diffusione della conoscenza tra la popolazione alla prevenzione, diagnosi e trattamenti, dai modelli di rete, riabilitazione specialistica per trattamenti a lungo termine, dall’integrazione sociale alla partecipazione alla vita comune.
La strategia dovrebbe prendere in considerazione anche la questione delle cure palliative e del fine vita.
Nella pianificazione di queste strategie è fondamentale che vengano coinvolti i rappresentanti di tutte le professioni coinvolte nella cura dei pazienti, caregiver, persone che sono state colpite da ictus e le associazioni di volontari di ciascun Paese. ( Xagena Medicina )

Fonte: SAFE - Stroke Alliance for Europe, 2017

Xagena_Salute_2017


Per approfondimenti: Ictus.net http://ictus.net/



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