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Novità nel trattamento del rene policistico autosomico dominante: Tolvaptan



La grande maggioranza dei pazienti teme di trasmettere il rene policistico ai propri figli e in oltre il 50% dei casi il desiderio di maternità o paternità risulta compromesso.
Il 30% lamenta un ridimensionamento lavorativo e più di 1 su 3 è rassegnato a non poter vivere una vita normale.

È un quadro di preoccupazione ( 66% ), paura ( 42% ) e ansia ( 30% ) quello che emerge dall’indagine Rene policistico: una vita ad ostacoli, presentata durante il 58° Congresso della Società Italiana di Nefrologia ( SIN ) per far luce sul rene policistico, la più comune malattia genetica nefrologica con la quale convivono 24.000 italiani.

Nel trattamento del rene policistico autosomico dominante la principale novità terapeutica è rappresentata da Tolvaptan ( Jinarc ), l’unica terapia capace di rallentare la progressione della patologia.

Il rene policistico autosomico dominante è una malattia genetica caratterizzata dalla comparsa di cisti renali, che possono portare i reni ad aumentare fino a 10 volte le proprie dimensioni.
In passato, i trattamenti per il rene policistico si sono concentrati sul controllo dei sintomi, come ad esempio l’elevata pressione arteriosa o le infezioni renali, senza intervenire sul naturale decorso della malattia.
Ora con i nuovi farmaci come Tolvaptan è possibile rallentare il processo di crescita delle cisti. Tolvaptan, bloccando i recettori della vasopressina e inducendo così una elevata diuresi, interferisce direttamente con i meccanismi che regolano la crescita delle cisti, allontanando nel tempo la necessità di doversi sottoporre a dialisi o a trapianto di rene.

Famiglia e lavoro sono gli ambiti sui quali il rene policistico fa sentire maggiormente il proprio peso. L’indagine Rene policistico: una vita ad ostacoli, condotta da GfK, ha messo in luce come oltre 4 pazienti su 5 convivano con la paura che i propri figli possano manifestare la patologia e come in 1 individuo su 2 il rene policistico influisca sul desiderio di maternità o paternità.
A essere investito dalle conseguenze negative della malattia è anche il lavoro: il 30% dei pazienti dichiara che il rene policistico ha influito negativamente sulla propria professione, un impatto che si è tradotto in un mancato avanzamento di carriera ( nel 40% dei casi ) o nella scelta di lavorare part time ( 30% ).

Il rene policistico in stadio avanzato può portare all’insufficienza renale e può rendere necessario il ricorso alla dialisi o addirittura al trapianto di rene già in giovane età, intorno ai 50 anni.

Secondo l’indagine Rene policistico: una vita ad ostacoli, il 6% dei pazienti italiani con rene policistico è attualmente in dialisi, di questi il 9% si è sottoposto a un trapianto di rene dopo un’attesa di quasi due anni. ( Xagena Medicina )

Fonte: Società Italiana di Nefrologia, 2017

Xagena_Salute_2017


Per approfondimenti: Nefrologia.net http://www.nefrologia.net/



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