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Prevenzione e cura delle malattie tiroidee: ipotiroidismo e ipertiroidismo



Con oltre 40mila interventi chirurgici l’anno eseguiti per asportare la tiroide, l’Italia si colloca in vetta alla classifica mondiale dei Paesi più al rischio di patologie tiroidee. Le dimensioni del problema sono in aumento.

La diagnosi precoce e le ampie opportunità terapeutiche possono far convivere serenamente il paziente con la patologia tiroidea anche per tutta la vita.

La tiroide è una ghiandola endocrina situata alla base del collo, davanti alla trachea, che produce e immette nel circolo sanguigno sostanze biologicamente attive detti ormoni, in grado di stimolare le funzioni di altri organi attraverso il legame con recettori specifici nelle cellule bersaglio.
Il buon funzionamento della tiroide è necessario per la crescita e per il mantenimento di una normale condizione fisica e intellettiva.

In molti casi, sintomi come la depressione, l’ansia, l’aumento o la perdita di peso, le alterazioni del ciclo mestruale possono essere riconducibili a mal funzionamento della tiroide.

Riconoscere campanelli d’allarme è importante proprio per rivolgersi in tempo al proprio medico di fiducia.
Un controllo specialistico e un esame del sangue possono, infatti, prevenire importanti complicanze cardiovascolari, ossee o metaboliche.

Il sale iodato e il selenio sono preziosi alleati della prevenzione. L’organismo per poter funzionare bene ha bisogno di circa 150-200 microgrammi di iodio al giorno, pari alla quantità che si eliminano quotidianamente con le urine.
L’apporto principale avviene attraverso l’assunzione di acqua, di elementi addizionati con iodio ( sale ) e con una dieta ricca di cibi che lo contengono, come frutti di mare, crostacei, alghe e pesce ( preferibilmente azzurro ).

Ipotiroidismo

L'ipotiroidismo o insufficienza tiroidea è una sindrome clinica del sistema endocrino che consegue a un deficit degli ormoni tiroidei ( triiodotironina e tetraiodotironina o tiroxina ) prodotti dalla tiroide e che comporta una riduzione generalizzata di tutti i processi metabolici dell'organismo.

Questo disturbo endocrino può causare una serie di sintomi quali stanchezza, scarsa capacità di tolleranza al freddo e aumento di peso.
Nei bambini, l'ipotiroidismo porta a ritardi nella crescita e nello sviluppo intellettuale.
La diagnosi di ipotiroidismo, quando sospettata, può essere confermata con esami del sangue che misurano i livelli di ormone tireostimolante ( TSH ) e quelli della tiroxina.

La scarsità di iodio nella dieta è la più comune causa di ipotiroidismo. Nelle popolazioni che godono di una corretta alimentazione la causa più comune è invece la tiroidite di Hashimoto, una malattia autoimmune.
Cause meno comuni includono: un precedente trattamento con iodio radioattivo, lesioni all'ipotalamo o alla ghiandola pituitaria anteriore, l'assunzione di alcuni farmaci, la mancanza di una tiroide funzionante alla nascita o un precedente intervento chirurgico alla tiroide.

L'ipotiroidismo può essere ben trattato con la Levotiroxina, il cui dosaggio viene regolato in base ai sintomi e alla normalizzazione dei livelli di tiroxina e TSH.

Ipertirodismo

L’ipertiroidismo è una condizione medica o disturbo del sistema endocrino derivante dall'eccesso di funzionalità della ghiandola tiroidea, caratterizzato da un aumento in circolo di ormoni tiroidei, triiodotironina ( T3 ) e/o tiroxina ( T4 ), sia per aumento di funzione della tiroide che per distruzione della tiroide stessa.

La causa più comune è la malattia di Basedow-Graves.

L'ipertiroidismo è una delle cause di tireotossicosi, una sindrome clinica ipermetabolica che si verifica quando vi sono elevati livelli sierici di T3 e/o T4.

Le modalità di cura principali e generalmente accettate per la cura dell'ipertiroidismo nell'uomo sono tre: a) farmacologica, con l'impiego di Propiltiouracile o Metimazolo; terapia radiometabolica col radioiodio; c) chirurgia della tiroide.

Chirurgia della tiroide - La chirurgia ( per rimuovere l'intera tiroide o parte di essa ) non è usata estensivamente perché la maggior parte delle forme comuni dell'ipertiroidismo sono curate abbastanza efficacemente con i farmaci o mediante iodio radioattivo.
I pazienti che non possono tollerare i medicinali per una ragione o per un'altra, o pazienti che rifiutano lo iodio radioattivo, optano per un intervento chirurgico.
I rischi correlati all'intervento sono, oltre ai classici rischi dovuti all'anestesia, quelli specifici, ossia ipocalcemia ( per resezione delle paratiroidi ) e lesione dei nervi ricorrenti ( con compromissione della voce ).

Terapia radiometabolica con lo iodio radioattivo - Lo iodio radioattivo viene somministrato oralmente ( generalmente come pillola ) in un'unica volta per ledere in modo irreversibile la ghiandola iperattiva.
Lo iodio somministrato per la terapia dell'ipertiroidismo è l'isotopo 131. Lo iodio radioattivo viene captato in maniera attiva dalle cellule della tiroide; la morte cellulare dovuta all'effetto citotossico delle radiazioni ionizzanti avviene in tempi variabili, legati essenzialmente alla capacità della singola tiroide di captare ed immagazzinare lo iodio radioattivo stesso. Poiché lo iodio è captato quasi esclusivamente dalle cellule tiroidee, non si hanno problemi di irradiamento ad altri organi: si ha una minima irradiazione a livello delle ghiandole salivari, e una minima irradiazione a livello vescicale.
La metodica è stata sviluppata alla fine degli anni '40.
Spesso il trattamento esita in ipotiroidismo, che viene curato con facilità con l'assunzione di Levotiroxina, che è una forma sintetica pura del T4.

Tirostatici – I tirostatici sono farmaci che inibiscono la produzione degli ormoni della tiroide, come il Metimazolo, Carbimazolo o PTU ( Propiltiuracile ).
Una dose troppo massiccia di tirostatici può produrre sintomi di ipotiroidismo. ( Xagena Medicina )

Fonte: Ospedale Galliera di Genova, 2017

Xagena_Salute_2017


Per appofondimenti: Endocrinologia.net http://www.endocrinologia.net/



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