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Vaccinazione antinfluenzale raccomandata per persone di età maggiore di 65 anni, bambini di età inferiore ai 2 anni, donne in gravidanza, persone con patologie cronico-recidivanti e per chi vive in comunità



I vaccini autorizzati per l’uso nell’uomo, inclusi quelli contro l’influenza, sono prodotti biologici sicuri.
Il loro uso nell'Unione Europea è approvato e regolamentato dall’Agenzia Europea per i Medicinali ( EMA ) e dalle autorità regolatorie nazionali, in Italia appunto dall’AIFA.
Come tutti i medicinali, la sicurezza dei vaccini antinfluenzali è garantita da una seria di controlli accurati cui vengono sottoposti lungo tutto il loro ciclo di vita, sia prima della loro immissione in commercio che durante la produzione e dopo la commercializzazione.

Secondo Mario Melazzini, direttore generale dell'AIFA, la vaccinazione antinfluenzale è sicura e fortemente raccomandata per alcune categorie di persone. Si tratta di specifici gruppi considerati ad alto rischio di sviluppare complicanze a seguito della malattia.
Tra questi, soprattutto gli ultrasessantacinquenni, i bambini di età inferiore ai 2 anni, le donne in gravidanza, le persone con patologie cronico-recidivanti e chi vive in comunità ( ospedali, caserme, scuole, case di cura, ecc. ).
Tra questi soggetti negli anni scorsi non si è raggiunta una copertura vaccinale adeguata. Lo scorso inverno, ad esempio, si è vaccinato meno di un anziano su due, quando il minimo raccomandato di copertura vaccinale è del 75%.

L’immunità indotta dal vaccino dura 6-8 mesi e poi decresce. È quindi necessario vaccinarsi all’inizio di ogni nuova stagione influenzale, anche perché la composizione del vaccino viene modificata annualmente per adattarla alle caratteristiche del nuovo virus.
Quest’anno, sulla base delle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Agenzia Europea per i Medicinali, è stata inserita una variante nuova del virus AH1N1, detta Michigan. Per il resto il vaccino anti-influenzale ha la stessa composizione di quello del 2016-2017. La protezione indotta dal vaccino comincia dopo due settimane circa dalla vaccinazione.

I vaccini disponibili in Italia sono inattivati cioè non contengono particelle virali intere attive e quindi non possono causare la malattia.
Tuttavia, alcuni effetti indesiderati possono essere associati alla vaccinazione antinfluenzale: la loro frequenza dipende dal tipo di vaccino, da come viene somministrato e ovviamente dall’età della persona vaccinata.

I vaccini somministrati tramite iniezione intramuscolare possono causare reazioni locali comuni, come indolenzimento e arrossamento nel punto di inoculazione e si manifestano di solito entro i primi giorni successivi alla vaccinazione.
Meno spesso possono comparire febbre, dolori muscolari o articolari o mal di testa.
Si tratta comunque di sintomi generalmente modesti che si manifestano entro 6-12 ore dalla somministrazione del vaccino e che si risolvono nel giro di un paio di giorni con trattamenti sintomatici, come antipiretici o analgesici.
Raramente, in caso di ipersensibilità a determinati componenti del vaccino, possono comparire reazioni allergiche come orticaria, rapida tumefazione nel punto di iniezione, asma o gravi manifestazioni allergiche sistemiche.

La vaccinazione mette al sicuro dai rischi di possibili complicanze: è un atto di prevenzione importante per la difesa della salute individuale e collettiva. ( Xagena Medicina )

Fonte: AIFA, 2017

Xagena_Salute_2017


Per approfondimenti: Infettivologia.net http://www.infettivologia.net/



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