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Disagio psichico per il paziente con glaucoma



Il glaucoma non colpisce solo gli occhi ma diventa un problema psicologico provocando ansia o depressione. Oltre il 70% dei pazienti che ha ricevuto una diagnosi di glaucoma ha avuto un approccio emotivo negativo.

Secondo i dati di uno studio condotto dalla Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia e dall’Istituto Beato Palazzolo di Bergamo, oltre il 70% dei pazienti ha avuto un approccio emotivo negativo alla diagnosi: il 35.7% ha avuto paura di diventare cieco, il 26.7% ha provato ansia ( i pazienti più giovani in misura maggiore rispetto a quelli più anziani ).

In questi pazienti la preoccupazione e l’ansia nascono anche solo all’idea che la progressione della malattia possa fargli perdere la propria indipendenza costringendoli a un isolamento sociale.

Ma l’ansia non è l’unica possibile reazione. Spesso c’è anche una forma depressiva.

Varie ricerche scientifiche hanno indagato sull’impatto psicologico che può avere il glaucoma stabilendo che i tassi di incidenza di ansia e depressione risultano doppi in chi soffre di questa patologia rispetto alla popolazione generale.

Uno studio giapponese ha dimostrato che la prevalenza di pazienti con ansia ( 13% ) e depressione ( 10.9% ) è significativamente più alta rispetto al gruppo di controllo ( rispettivamente 7% e 5.2% ).

Vari studi hanno messo in luce il fatto che tra gli organi di senso, la perdita della vista è quella che crea più ansia perché gli occhi sono considerati l’organo più prezioso da proteggere.

Poiché questa malattia è cronica e può potenzialmente portare alla cecità, il glaucoma comporta un enorme carico psicologico.
Tutte le limitazioni che comporta, come per esempio, la paura di cadere, i problemi di equilibrio e l’insicurezza alla guida possono provocare nel paziente con glaucoma una forma depressiva.
Le conseguenze psicologiche sono legate anche alla paura di diventare cieco e alla consapevolezza che questa condizione peggiora di anno in anno provocando difficoltà di deambulazione, problemi nella lettura, nel riconoscimento degli oggetti e dei volti e nella guida.

Il glaucoma è una malattia che interessa il 3% della popolazione con più di 40 anni di età. La causa è principalmente legata all’aumento della pressione intraoculare, che danneggia progressivamente il nervo ottico e il campo visivo.
Nella sua genesi tuttavia giocano un ruolo anche fattori neurodegenerativi e vascolari, infatti si stima che dal 30% al 70% dei soggetti con glaucoma ne hanno una forma indipendente dalla pressione oculare alta.

Uno studio della University of Miami Miller School of Medicine, ha dimostrato che la riduzione della pressione oculare nei pazienti con glaucoma è in grado di rallentare la progressione della malattia ma non riesce a fermarla del tutto a causa dell’origine neurodegenerativa della malattia, simile alla malattia di Alzheimer e alla malattia di Parkinson.
Il nuovo approccio terapeutico prevede di affiancare alle terapie di prima linea, sostanze neuroprotettive che contrastino il suicidio cellulare.

Tra le varie sostanze ad azione antiossidante l’Ubiquinone, più noto come Coenzima Q10, è considerato una delle molecole più promettenti.
Simile a una vitamina, é presente a livello del mitocondrio e partecipa al metabolismo deputato alla produzione di energia all’interno della cellula intervenendo come uno spazzino nei meccanismi di rimozione dei radicali liberi. ( Xagena Medicina )

Fonte: Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia & Istituto Beato Palazzolo di Bergamo, 2018

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Per approfondimento sul Glaucoma: OftalmologiaOnline.net https://www.oftalmologiaonline.net/



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