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Prevenzione dell'ictus: in Italia 1 anziano su 12 soffre di fibrillazione atriale



Il Progetto FAI ( Fibrillazione Atriale in Italia ) ha permesso di stimare, per la prima volta in Italia, la frequenza della fibrillazione atriale in un campione rappresentativo della popolazione anziana italiana.
I tassi di prevalenza riscontrati hanno indicato una frequenza elevata di questa aritmia negli anziani, che risulta, tuttavia, in linea con le stime più recenti attualmente disponibili nei Paesi occidentali.
Nella popolazione anziana, in Italia, i pazienti affetti da fibrillazione atriale sono oltre 1.100.000.
Il Progetto è stato promosso dal Dipartimento NEUROFARBA dell’Università degli Studi di Firenze, coordinato dalla Regione Toscana e sviluppato in collaborazione con l’Istituto di Neuroscienze del Consiglio Nazionale delle Ricerche ( CNR ).

Per garantire la rappresentatività nazionale, il Progetto è stato sviluppato in 3 Unità Operative situate al nord ( in Lombardia, area di Bergamo ), al centro ( Toscana, Firenze ) e al sud ( Calabria, Vibo Valentia ).
Una quarta Unità Operativa, situata a Firenze, si occupava di validare i dati cardiologici, compresa la lettura centralizzata di tutti gli elettrocardiogrammi effettuati nel Progetto.

Il campione totale del Progetto era costituito da tutti gli ultrasessantacinquenni assistiti dai medici di medicina generale ( MMG ) partecipanti, per un totale di circa 6000 soggetti, ovvero 2000 per Unità Operativa.
I soggetti coinvolti nel Progetto sono stati sottoposti a una doppia procedura di screening, domiciliare e ambulatoriale, seguita da una fase di conferma diagnostica che prevedeva l’esecuzione di un ECG ( elettrocardiogramma ), eseguito presso lo studio del medico di medicina generale.
Tutti gli ECG venivano poi valutati attraverso una lettura centralizzata da parte dei cardiologi dell’Unità Operativa di Firenze.

Nel campione totale, la prevalenza della fibrillazione atriale nei soggetti ultrasessantacinquenni è stata del 7.3% e è risultata più alta nei maschi, con un tasso dell’8.6%, mentre nelle persone di sesso femminile la prevalenza è stata del 6.2%.
I tassi standardizzati sulla popolazione italiana hanno indicato una prevalenza totale della fibrillazione atriale dell’8.3%, con tassi del 9.1% nei maschi e del 7.3% delle femmine.
Questo dato indica che in Italia un anziano su 12 è affetto da fibrillazione atriale.

La prevalenza della fibrillazione atriale è strettamente correlata all’età: i tassi vanno, infatti, dal 3% nei soggetti nella fascia d’età 65-69 anni al 16.1% nei soggetti ultraottantacinquenni.

Lo studio aveva come obiettivo anche quello di valutare, nei casi di fibrillazioen atriale già diagnosticati, le terapie in corso e le eventuali motivazioni del non-trattamento, applicando i criteri internazionali di valutazione, sviluppando e validando, inoltre, una metodologia di screening e di conferma diagnostica della fibrillazione atriale direttamente trasferibile ai medici di medicina generale e al SSN ( Servizio Sanitario Nazionale ).

La fibrillazione atriale aumenta in maniera significativa il rischio di ictus cerebrale, ma i farmaci anticoagulanti attualmente disponibili consentono una riduzione di tale rischio di oltre il 70%.

I dati acquisiti nel Progetto FAI hnano indicato una buona aderenza alle lineeguida relativamente al trattamento con farmaci anticoagulanti, con circa il 70% dei pazienti fibrillanti trattati.
I dati hanno anche indicato che le percentuali di pazienti trattati con i nuovi anticoagulanti stanno ormai raggiungendo quelle dei pazienti trattati con la vecchia terapia a base di Warfarin.

E' anche emerso che il 30.7% dei pazienti del campione non viene ancora trattato con farmaci anticoagulanti.
Alcuni per motivazioni obiettivamente valide, ma percentuali non-trascurabili di pazienti sono senza trattamento per convinzioni ormai superate dalle lineeguida più recenti, come la presenza di fibrillazione atriale parossistica, considerata talvolta meno pericolosa, o la convinzione che i soli farmaci antiaritmici o antiaggreganti forniscano una buona protezione.
Il 14.3% del campione ha manifestato, inoltre, una scarsa compliance. ( Xagena Medicina )

Fonte: Università di Firenze, 2017

Xagena_Salute_2017


Per approfondimenti sulla Fibrillazione atriale: FibrillazioneAtriale.net   http://www.fibrillazioneatriale.net/



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