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Sempre meno figli in Italia, ma alla base non solo la crisi economica e la scelta di evitare o posticipare la gravidanza



La causa di centomila nati in meno in Italia negli ultimi otto anni, come evidenziato dall’ISTAT, va ricercata anche in un problema più complesso nella fertilità all’interno della coppia.
Così se da un lato il numero medio di figli per donna scende a 1.34 ( 1.46 nel 2010 ), dall’altro la riduzione del numero medio di primi figli per donna tra il 2010 e il 2016 è responsabile per il 57% del calo complessivo della fecondità delle donne italiane e per il 70% di quello delle straniere.

Tra le cause di più recente scoperta c’è l’alterazione della morfologia della testa degli spermatozoi, che rende molto difficile la fecondazione naturale, poiché non riescono a penetrare all’interno degli ovociti.
La soluzione in questo caso consiste nel micro-iniettare lo spermatozoo direttamente dentro l’ovulo femminile, tramite metodica ICSI.

Un’altra causa di infertilità è la mancata integrità del DNA contenuto nella testa degli spermatozoi. E' stato riscontrato in moltissimi casi di infertilità maschile o di insuccesso diei Programmi di Procreazione Medicalmente Assistita ( PMA ), in cui embrioni di ottima qualità non erano stati in grado di impiantarsi all’interno dell’utero, gli spermatozoi presentavano una frammentazione, ossia una vera e propria spaccatura della doppia elica del DNA.

Questa alterazione del DNA è dovuta ad un aumento dei radicali liberi presenti nel liquido seminale, legata a diverse patologie come il varicocele, ovvero la dilatazione delle vene del testicolo, con reflusso di sangue e aumento della temperatura, nociva per una normale formazione degli spermatozoi.

E poi il criptorchidismo, che rappresenta la mancata discesa alla nascita di uno o di entrambi i testicoli nel sacco scrotale.

Da non sottovalutare anche le infiammazione della prostata, che fanno aumentare la concentrazione di globuli bianchi all’interno del liquido, e anche gli errati stili di vita come il fumo e l’alcol e le droghe, spesso prese insieme, l’obesità e il consumo di anabolizzanti.

Un altro fattore molto importante è l’età nella coppia, sia per gli uomini sia per le donne.
Decidere tardi di avere un figlio ha conseguenze evidenti; l’ovocita presenta una vera e propria capacità riparativa nei confronti del danno degli spermatozoi, questa capacità diminuisce con l’aumentare dell’età materna. Quest’ultima infatti comporta un aumento significativo delle anomalie cromosomiche che sia naturalmente sia in vitro danno luogo ad embrioni che generalmente o non s’impiantano o abortiscono.
Grazie alla diagnosi genetica preimpianto è oggi possibile distinguere gli embrioni sani da quelli malati e quindi trasferire nell’utero materno solo quelli sani con percentuali di impianto che si aggirano intorno al 60-70%, anche trasferendo un singolo embrione.

L’azoospermia, ossia l’assenza totale di spermatozoi rappresenta la forma più grave di alterazione riproduttiva maschile ma oggi una buona parte di questi soggetti può ancora avere un figlio proprio.
Si è visto che circa il 70% di questi soggetti hanno ancora spermatozoi vitali nei testicoli, che si possono estrarre con procedura microchirurgica ( TESE, microTESE ) ed iniettare in vitro direttamente all’interno degli ovociti.
Particolare attenzione deve essere riposta a questa tipologia di soggetti, poiché alcuni di loro possono essere affetti da patologie genetiche, che potrebbero compromettere la salute del nascituro, se non si procedesse a un programma di diagnosi genetica sull’embrione. ( Xagena Medicina )

Fonte: European Fertility Meeting, 2017

Xagena_Salute_2017


Per approfondimenti sulla Fertilità femminile: Ginecologia.net https://ginecologia.net/



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