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Rilevante neurotossicità nell'intossicazione da Tallio



Il Tallio è un costituente minore di molti minerali, ubiquitario in natura in piccole concentrazioni, anche nell’organismo umano: normalmente presente, in piccolissime quantità, anche nei prodotti di combustioni che escono da camini, canne fumarie.

Il Tallio è un veleno importante e potente: meno di 15 mg/kg possono essere letali, probabilmente anche solo circa 200 mg in persone anziane. È un veleno che entra nelle cellule e provoca danni interagendo con molecole a livello subcellulare: è innanzitutto neurotossico ( a livello del sistema nervoso centrale e di quello periferico ), ma è anche cardiotossico e dannoso su molti altri sistemi e apparati.

Nell’intossicazione acuta i primi sintomi sono gastrointestinali: violenti dolori addominali, vomito, diarrea. Dopo 24-48 ore possono progressivamente comparire confusione mentale, convulsioni, coma, parestesie importanti specie agli arti inferiori, debolezza muscolare progressiva e neuropatia periferica sensitivo-motoria, insufficienza respiratoria.
Nei casi non-letali, dopo circa quindici giorni si ha perdita dei capelli.

Da molte parti, si è insistito sulle deiezioni dei piccioni, come fonte di intossicazione. Ma è un’interpretazione del tutto fantasiosa. Non ci sono lavori scientifici che lo riportino ma essendo una sostanza fortemente intossicante la presenza negli escrementi sarebbe essa stessa un marcatore di avvelenamento.
Probabile che, in passato, sia stato usato per avvelenare i piccioni. Il Tallio era infatti in commercio prevalentemente come topicida ma oggi è proibito e non più disponibile, a meno che qualcuno non abbia conservato per decine di anni vecchi prodotti in cantina, garage.
Il Tallio era presenta anche in alcune creme depilatorie ma, anche questo caso, proibite e non più disponibile da decine di anni.

I casi, sempre rari, nel corso degli ultimi 20-30 anni sono risultati tutti correlati a ingestione ( accidentale o non-accidentale ) di sali di Tallio finiti in qualche modo in alimenti, bevande.

L'intossicazione di Tallio è difficile da diagnosticare, ed è difficilissima da trattare.
Non esiste un antidoto con azione rapida: oltre ai trattamenti sintomatici e di supporto, si può solo cercare di decontaminare il tratto gastrointestinale per prevenire l’assorbimento ( entro poche ore dall’ingestione, al momento dei sintomi gastroenterici ) e poi favorire e velocizzare l’eliminazione del Tallio già assorbito attraverso un meccanismo particolare di dialisi gastrointestinale attraverso somministrazione continua di un antidoto particolare. Questo trattamento può richiedere mesi.
Nei casi che sopravvivono, non sempre il recupero è totale ( specialmente per quanto riguarda gli effetti neurotossici ). ( Xagena Medicina )

Fonte: Carlo Locatelli, Centro Antiveleni della Maugeri, 2017

Xagena_Salute_2017


Per approfondimenti: Farmacovigilanza.net http://www.farmacovigilanza.net/



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