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Robot e tecnologie per la riabilitazione neurologica dopo ictus



I casi di ictus in Italia presentano un incremento del 2% circa rispetto all’anno precedente, e sono circa 200.000, di cui l'80% primi eventi e il 20% recidive. La causa è legata all'invecchiamento.
Nel contempo si è ridotta la mortalità nella fase acuta: questo comporta un aumento della prevalenza, ossia la gestione dei pazienti che sopravvivono.

Dopo un ictus un paziente su tre mostra un disturbo del linguaggio dovuto alla lesione delle aree del linguaggio: é la conseguenza di una lesione generalmente localizzata nella metà sinistra del cervello.
Queste persone presentano difficoltà a parlare, ricordare e leggere.

Il trattamento di questi pazienti non è omogeneo nei vari Centri. Esistono alcune tecniche classiche, tra cui la stimolazione magnetica transcranica, per affrontare il problema, ma non ci sono dati certi sulla terapia ideale.

Il rischio di ictus può essere ridotto monitorando la pressione arteriosa e la funzionalità cardiaca, svolgendo una costante attività sportiva ( è sufficiente anche una passeggiata a passo spedito di 20 minuti ), seguendo la dieta mediterranea ed evitando di fumare.

In caso di ictus, la finestra di intervento in cui agire terapeuticamente è di 4-5 ore; entro 3 ore il paziente deve giungere al Pronto Soccorso.

Dagli studi degli ultimi dieci anni è emerso un continuo e crescente interesse per i sistemi robotici per la riabilitazione e l'assistenza.

Gli ultimi sviluppi si focalizzano verso i sistemi robotici indossabili ( esoscheletri ) e l'integrazione tra robot e tecniche di stimolazione muscolare ( ad es. la stimolazione elettrica funzionale ) e tecniche di neuromodulazione.
Le sperimentazioni in corso sono numerose, sia in Italia sia all'estero, e hanno differenti obiettivi: alcuni sistemi si focalizzano sulle prestazioni motorie dell'arto superiore, altri sul recupero del cammino.

I pazienti che possono utilizzare i sistemi robotici per la riabilitazione sono potenzialmente quelli affetti da patologie neurologiche che causano disordini del movimento, dell'equilibrio e della postura.

Nel novembre 2016 sono stati presentati i primi risultati della sperimentazione multicentrica della Fondazione Don Gnocchi sull'utilizzo della robotica nella riabilitazione dei pazienti colpiti da ictus.
Lo studio ha evidenziato che i pazienti sottoposti a trattamento robotico migliorano più dei pazienti sottoposti a trattamento tradizionale, sia per quanto riguarda la funzione motoria dell’arto superiore, sia per quanto riguarda il linguaggio.
Lo studio aveva coinvolto 94 pazienti, con l’obiettivo di arruolare 200 soggetti. ( Xagena Medicina )

Fonte: Società Italiana di Riabilitazione Neurologica – SIRN, 2017

Xagena_Salute_2017


Per approfondimenti: Ictus.net http://ictus.net/



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