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Neurologia

Test predittivo per la diagnosi precoce dei disturbi dello spettro autistico



I ricercatori dell’Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività ( Isof ) del Cnr di Bologna, guidato da Carla Ferreri, hanno sviluppato un innovativo test predittivo per la diagnosi precoce dell'autismo.

Il sistema, descritto sulla rivista Scientific Reports, è particolarmente innovativo in quanto per la prima volta esamina la membrana cellulare del globulo rosso mediante due metodiche: biofotonica ( esame al microscopio con identificazione iperspettrale della luce scatterata ) e lipidomica ( esame della composizione dei grassi della membrana ). Coniugando le due metodiche ( lipidomica e biofotonica ) eseguite sui bambini con diagnosi di disturbo dello spettro autistico e sui bambini sani, i dati hanno permesso di individuare la presenza di squilibri a partire dall’analisi di poche gocce di sangue.

Il sistema diagnostico è basato sullo studio della membrana cellulare e del suo stato di equilibrio come elemento chiave per la salute, strettamente collegato alla nutrizione.
In particolare, l’articolo riporta l’applicazione su un gruppo di bambini con diagnosi di autismo ( molto eterogeneo per i sintomi ) e sui bambini sani di età simile, tramite un piccolo prelievo di 20-30 gocce di sangue.
Il sistema prevede l’utilizzo due metodiche integrate: una di tipo chimico-analitico, che esamina la qualità e quantità degli acidi grassi presenti nella membrana del globulo rosso maturo ( lipidomica del globulo rosso maturo ), e una di tipo biofotonico, basata sull’esame, con precisione di 2 nanometri, della luce riflessa dalla membrana dei globuli rossi che presenta bande caratterizzanti dei grassi e di altri componenti, nonchè la loro organizzazione ( microscopia in campo oscuro con rilevamento iperspettrale, HDFM ).
L’analisi dei risultati dello screening consente di verificare un possibile squilibrio già a partire dai primi mesi di vita di un individuo, senza attendere l’età necessaria all’esame clinico del comportamento.

Da tempo medici e ricercatori esperti nella patologia sono orientati a considerare l’autismo da un punto di vista multidisciplinare e molecolare.
Con queste due metodiche c’è la possibilità reale di monitorare un largo numero di bambini, affidandosi all’alta predittività dei risultati ottenuti, ma anche alla forza di un approccio correttivo di nutrizione in senso molecolare, come mezzo specifico per intervenire miratamente sullo squilibrio che caratterizza questa malattia.

Le disfunzioni metaboliche dei bambini sono in aumento, basti pensare all’obesità, ma a livello molecolare si tiene ancora in bassa considerazione l’importanza dei grassi e dell’organizzazione della membrana cellulare, elementi di cui la scienza ha ampamente determinato l’importanza.

Il passo operativo immediato sarà prevedere uno studio ampio di screening in bambini, anche neonati, in modo da verificare possibili stati di squilibrio senza attendere l’età necessaria all’esame clinico del comportamento, e assegnare una strategia mirata basata esclusivamente su principi nutritivi come base molecolare per la membrana cellulare.
Quest’ultimo aspetto è particolarmente importante anche in considerazione del fatto che proprio negli organismi alla nascita la crescita dei tessuti è molto elevata e rapida, ed è necessario che le cellule abbiano il corredo molecolare giusto per il proprio funzionamento, incluso quello delle membrane cellulari.

Per il futuro, l'obiettivo è quello di effettuare screening su ampie popolazioni, e di mettere a disposizione delle famiglie prodotti e nutrienti adatti alla strategia di riequilibrio. ( Xagena Medicina )

Fonte: CNR-Isof - Institute of Organic Synthesis and Photoreactivity, 2017

Xagena_Salute_2017


Per approfondimenti: PediatriaOnline.net http://www.pediatriaonline.net/



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