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Avapritinib per il trattamento dei tumori stromali gastrointestinali con mutazione PDGFRA D842V


Avapritinib ( Ayvakit ) trova indicazione nel trattamento dei pazienti adulti affetti da tumori stromali gastrointestinali ( GIST ), non-asportabili chirurgicamente o metastatici, in presenza della mutazione D842V nel gene PDGFRA.
Avapritinib è un inibitore delle chinasi.

I tumori stromali gastrointestinali appartengono alla categoria dei sarcomi dei tessuti molli e colpiscono più spesso lo stomaco e l’intestino tenue.
Nella maggior parte dei pazienti, la diagnosi arriva tra i 50 e gli 80 anni ed in genere si manifesta come sanguinamento gastrointestinale o da riscontri accidentali durante un intervento chirurgico o un esame di imaging; in casi più rari, la diagnosi emerge in seguito alla rottura della capsula tumorale o alla presenza di una ostruzione gastrointestinale.
Quasi sempre, i tumori GIST sono caratterizzati da una mutazione a carico del gene KIT, che codifica per l’omonima proteina di membrana, ma in circa il 5-6% dei casi si rileva una mutazione sull’esone 18 del gene PDGFRA, il quale codifica per una tirosin-chinasi coinvolta negli stessi meccanismi di segnalazione intracellulari di KIT.

L'approvazione di Ayvakit si è basata sui risultati di efficacia dello studio di fase 1 NAVIGATOR, nonché sui risultati combinati di sicurezza dello studio NAVIGATOR e dello studio di fase 3 VOYAGER.
Ayvakyt ha dimostrato un'attività clinica profonda e duratura ed è stato generalmente ben tollerato nei pazienti con tumori GIST e mutazione PDGFRA D842V con o senza precedente terapia.
In 38 pazienti dello studio NAVIGATOR con tumori GIST e mutazione PDGFRA D842V a una dose iniziale di 300 mg o 400 mg una volta al giorno, il trattamento con Ayvakyt ha presentato un tasso di risposta globale ( ORR ) del 95% ( IC 95%: 82.3%, 99.4% ), con il 13% dei pazienti che ha ottenuto una risposta completa; la durata mediana della risposta ( DOR ) è stata di 22.1 mesi ( IC 95%: 14.1 mesi, non-stimabile ).
La sopravvivenza libera da progressione ( PFS ) mediana è stata di 24 mesi e la sopravvivenza globale ( OS ) mediana non è stata raggiunta.

Le reazioni avverse riportate più frequentemente ( maggiori o uguali al 20% ) sono state: nausea, affaticamento, anemia, edema periorbitale, edema facciale, iperbilirubinemia, diarrea, vomito, edema periferico, aumento della lacrimazione, diminuzione dell'appetito e disturbi della memoria. ( Xagena Medicina )

Fonte: Blueprint Medicines, 2020

Xagena_Salute_2020


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