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Cabozantinib come prima linea nel carcinoma a cellule renali avanzato



Recentemente la Commissione europea ha approvato Cabozantinib ( Cabometyx ) per il trattamento di prima linea dei pazienti adulti con carcinoma a cellule renali ( RCC ) in fase avanzata a rischio intermedio o sfavorevole.

La decisione si basa sullo studio CABOSUN, che ha dimostrato che Cabozantinib prolunga in modo significativo la sopravvivenza libera da progressione ( PFS ), rispetto a Sunitinib ( Sutent ), nei pazienti naïve al trattamento con carcinoma a cellule renali in fase avanzata.

CABOSUN è uno studio di fase II, randomizzato, in aperto, controllato contro principio attivo, che ha arruolato 157 pazienti con carcinoma renale avanzato, classificati a rischio intermedio o sfavorevole secondo i criteri dell’International Metastatic Renal Cell Carcinoma Database Consortium ( IMDC ).
I pazienti sono stati randomizzati in un rapporto 1:1 a ricevere Cabozantinib ( 60 mg una volta al giorno ) oppure Sunitinib ( 50 mg una volta al giorno, con schedula 4 settimane in trattamento / 2 settimane senza trattamento ).
Obiettivo primario era la sopravvivenza libera da progressione ( PFS ); obiettivi secondari erano la sopravvivenza globale ( OS ) e il tasso di risposta obiettiva ( ORR ).
I pazienti eleggibili dovevano avere cdiagnosi di arcinoma renale a cellule chiare localmente avanzato o metastatico, performance status ECOG 0-2 e categoria di rischio intermedio o sfavorevole, secondo i criteri IMDC.
Sono stati esclusi i pazienti sottoposti a un precedente trattamento sistemico per tumore al rene.

Sulla base dell’analisi dell’IRC ( Independent Radiology Review Committee ), Cabozantinib ha dimostrato una riduzione clinicamente e statisticamente significativa del tasso di progressione della malattia o di morte, misurata con la sopravvivenza libera da progressione.

L’incidenza di eventi avversi di qualsiasi grado e l’incidenza di eventi avversi di grado 3 o 4 tra Cabozantinib e Sunitinib sono risultati comparabili.

L'introduzione, circa 10 anni fa, degli inibitori delle tirosin-chinasi del recettore VEGF ( VEGFR ), hanno trasformato in modo significativo l'approccio terapeutico per il carcinoma a cellule renali in fase avanzata.

Il carcinoma renale a cellule chiare è il tipo più comune di tumore al rene tra gli adulti. Se rilevato agli stadi iniziali, il tasso di sopravvivenza a 5 anni è alto.
Nei pazienti con tumore al rene avanzato o metastatico il tasso di sopravvivenza a 5 anni si riduce al 12%, e nessuna cura è stata identificata per questa malattia.
La maggior parte dei carcinomi renali a cellule chiare presenta livelli più bassi di una proteina denominata von Hippel-Lindau, che porta a elevare i livelli di MET, AXL e VEGF. Queste proteine promuovono l’angiogenesi tumorale, cioè la crescita di nuovi vasi, la crescita del tumore, l’invasività e la metastasi.
MET e AXL possono fornire vie di fuga al tumore portando alla resistenza agli inibitori del VEGFR.

Cabozantinib è una piccola molecola somministrata per via orale che inibisce recettori come VEGFR, MET, AXL e RET.
In modelli preclinici, Cabozantinib ha mostrato di inibire l’attività di questi recettori, che sono coinvolti in processi cellulari normali e patologici, come l’angiogenesi tumorale, l’invasività, la metastasi e la resistenza ai farmaci. ( Xagena Medicina )

Fonte: EMA ( European Medicines Agency ), 2018

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Per approfondimenti sul Tumore al rene: OncoUrologia.it https://oncourologia.it/



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