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Cancro al polmone non a piccole cellule positivo per il riarrangiamento di ALK e metastasi cerebrali: efficacia di Alectinib, un inibitore di ALK



In base ai risultati degli studi di fase I/II NP28673 e NP28761, la Commissione europea ( CE ) ha approvato Alectinib ( anche noto come Alecensa ) per i pazienti con tumore del polmone non-a-piccole cellule ( NSCLC ) ALK-positivo trattati in precedenza con Crizotinib ( anche noto come Xalkori ).
Negli Stati Uniti e in nove altri Paesi in tutto il mondo, Alectinib è, inoltre, approvato in monoterapia per i pazienti affetti da tumore NSCLC ALK-positivo andati incontro a progressione durante il trattamento con Crizotinib o intolleranti a questo farmaco.

Nel mondo, il tumore polmonare non a piccole cellule ALK-positivo viene diagnosticato a circa 75.000 persone ogni anno, più frequentemente in soggetti di giovane età ( età mediana 52 anni ) e nelle donne ( nel 54% dei casi circa ).
Inoltre, questa forma particolare di tumore al polmone viene di norma riscontrata nei soggetti che hanno un passato da fumatori leggeri o nessuna storia di tabagismo.

Alectinib è un inibitore dell’enzima noto come ALK ( Anaplastic Lymphoma Kinase ). Agisce sui tumori che presentano variazioni della chinasi del linfoma anaplastico, come la traslocazione EML4-ALK.
Ha dimostrato di essere efficace in molti casi di sopraggiunta resistenza a Crizotinib.

Studi NP28673 e NP28761

NP28673 è uno studio internazionale di fase I/II, a braccio singolo, in aperto e multicentrico, che ha valutato la sicurezza e l’efficacia di Alectinib in 138 pazienti affetti da tumore NSCLC ALK+ la cui malattia è progredita durante la terapia con Crizotinib.

NP28761 è uno studio nord americano di fase I/II, a braccio singolo, in aperto, multicentrico condotto in Nord America, che ha valutato la sicurezza e l’efficacia di Alectinib in 87 pazienti affetti da tumore NSCLC ALK+ la cui malattia era progredita durante la terapia con Crizotinib.

Da un’analisi aggregata degli studi NP28673 e NP28761 è emerso che Alectinib ha prodotto una riduzione delle dimensioni tumorali nel 52.2% ( IC al 95%: 39.7%, 64.6% ) dei pazienti affetti da tumore NSCLC ALK-positivo avanzato andati incontro a progressione della malattia dopo trattamento con Crizotinib ( tasso di risposta globale; ORR=3.4 )

Nello studio NP28673 è stato, inoltre, dimostrato che Alectinib ha prodotto un miglioramento della sopravvivenza dei pazienti senza peggioramento della malattia o decesso ( PFS ) pari a 8.9 mesi ( valore mediano; IC al 95%: 5.6, 12.8 ).

Lo studio NP28761 ha, invece, evidenziato un beneficio in termini di sopravvivenza mediana libera da progressione pari a 8.2 mesi ( IC al 95%: 6.3, 12.6 ) a favore di Alectinib.

Inoltre, da una analisi aggregata dei due studi è emerso che Alectinib ha ridotto le dimensioni dei tumori misurabili a livello del sistema nervoso centrale nel 64% dei soggetti ( IC al 95%: 49.2%, 77.1% ), mentre il 22% ( n = 29 ) dei pazienti ha ottenuto una risposta completa delle lesioni misurabili e non-misurabili a livello cerebrale.

Metastasi cerebrali

In un’analisi dei dati aggregati relativi agli endpoint degli studi NP28673 e NP28761, Alectinib si è dimostrato attivo nelle metastasi cerebrali, questo sta ad indicare la possibilità che il farmaco riesca a penetrare la barriera ematoencefalica.

Il cervello, infatti, è protetto da una rete di cellule strettamente giunte tra loro che rivestono le pareti interne dei vasi sanguigni presenti nel cervello e nel midollo spinale.
Per impedire alle molecole di agire sul cervello, la barriera ematoencefalica mette in atto una serie di espedienti, tra cui l’espulsione attiva delle stesse attraverso un processo noto come efflusso attivo.

Il sistema di efflusso attivo non riconosce Alectinib, il quale può quindi attraversare liberamente il tessuto cerebrale.

Sicurezza

Gli eventi avversi più comuni riscontrati con Alectinib sono stati: affaticamento, costipazione, edema e mialgia; il farmaco può inoltre causare gravi effetti collaterali, tra cui problemi al fegato, grave infiammazione dei polmoni, rallentamento del battito cardiaco e gravi problemi muscolari.
Inoltre, il trattamento con Alectinib può causare scottature ai pazienti esposti alla luce solare. ( Xagena Medicina )

Fonte: Roche, 2017

Xagena_Salute_2017


Per approfondimenti: OncoPneumologia.net http://oncopneumologia.it/



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