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Carcinoma del rene, fumo e ipertensione fattori di rischio. Novità terapeutiche



Il tabagismo e il sovrappeso sono i due principali fattori di rischio del carcinoma renale, una patologia oncologica in forte crescita e che colpisce ogni anno circa 13.600 italiani.

La Fondazione AIOM ( Associazione Italiana di Oncologia Medica ) in collaborazione con FederAnziani promuove un tour itinerante, che interessa otto città italiane, dove vengono organizzate lezioni di salute in Centri anziani.

I tumori genito-urinari sono fortemente influenzati dal fumo, un vizio ancora in parte sottovalutato dalle persone di età superiore ai 70.
Quando si accende una sigaretta le sostanze nocive e cancerogene non colpiscono solo le vie aeree superiori e i polmoni; anche l’apparato urinario può correre gravi pericoli.
Al tabacco sono attribuibili circa il 40% di tutti i casi maschili di tumore del rene.

Un altro fattore di rischio per il carcinoma al rene è rappresentato dall’ipertensione arteriosa, una condizione tipica della terza età, che provoca un aumento fino al 60% delle probabilità di insorgenza del tumore.
Tra i fattori di rischio dlel'ipertensione l'alimentazione scorretta ed eccessivamente ricca di sale e grassi saturi.
La dieta mediterranea e il praticare costantemente attività fisica possono contribuire a contrastare i principali processi degenerativi legati all’invecchiamento, prevenire i disturbi cardiovascolari e metabolici e diminuire anche il rischio oncologico.

Sono, inoltre, disponibili, nuove terapie che permettono di gestire il carcinoma renale anche in età o in fase molto avanzata.

Secondo Giacomo Cartenì, dell’Oncologia Medica dell’Ospedale Cardarelli di Napoli, le cure tradizionali come chemioterapia e radioterapia hanno da sempre dimostrato alcuni limiti.

Nel 2017, l'Agenzia italiana del farmaco, AIFA, ha concesso la rimborsabilità a Cabozantinib per il trattamento del carcinoma a cellule renali avanzato negli adulti precedentemente trattati con terapia mirata contro VEGF ( fattore di crescita dell’endotelio vascolare ).

Sulla base dei risultati dello studio CABOSUN, l'Agenzia europea del farmaco, EMA, sta valutando l'approvazione di Cabozantinib anche come trattamento di prima linea del carcinoma a cellule renali avanzato.

CABOSUN ha dimostrato che Cabozantinib prolunga la sopravvivenza libera da progressione ( PFS ) rispetto a Sunitinib, nei pazienti a rischio intermedio o alto, non-trattati in precedenza. Sunitinib è lo standard di cura da più di 10 anni.

Cabozantinib è un inibitore di VEGFR-2, MET e AXL. ( Xagena Medicina )

Fonte: AIOM & AIFA, 2018

Xagena_Salute_2018

Per approfondimenti sul Tumore al rene: OncoUrologia.it https://oncourologia.it/



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