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CHIP, un nuovo fattore di rischio per infarto miocardico e ictus



Perché alcuni pazienti hanno un infarto miocardico senza presentare alcun fattore di rischio noto ?

E' stato scoperto un nuovo fattore di rischio che potrebbe causare un infarto del miocardio nel 50% senza fattori di rischio noti.
Il nuovo fattore di rischio si chiama CHIP, ed è l’acronimo di Clonal Hematopoiesis of indeterminate Potential ( ematopoiesi clonale dal potenziale indeterminato ).

Rilevare i livelli di CHIP permette di evidenziare mutazioni a livello delle cellule staminali del midollo osseo.
Un accumulo di cellule staminali mutate nel midollo osseo è indicativa di una probabilità del 40-50% di andare incontro a un infarto miocardico o a un ictus entro 10 anni.

CHIP appare essere un fattore di rischio per l'infarto miocardico e per l'ictus potente quanto l'ipercolesterolemia e l'ipertensione.

Inoltre, la probabilità di infarto miocardico indotto da CHIP sembra aumentare con l’età. Per i sessantenni la probabilità è del 20% che aumenta al 50% nei pazienti ottantenni.

Ci sarebbero due tipi di persone: quelle che presentano ematopoiesi clonale in atto e quelle in cui questa condizione è in via di sviluppo.

Le mutazioni sono acquisite, non ereditarie, e nella maggioranza dei casi sono rappresentate dall'esposizione a tossine ( esempio, fumo di sigaretta ) o ad altri meccanismi non noti.

CHIP è stato scoperto da diversi gruppi di ricerca in modo indipendente. Le ricerche, sul DNA dei leucociti, riguardavano geni associati a tumori ematologici; mentre un progetto di ricerca era sulla schizofrenia.
Da queste ricerche è emerso che diversi soggetti avevano mutazioni legate al rischio di tumori ematologici senza presentare il tumore.

I leucociti sono cellule immunitarie specializzate che derivano dalle staminali del midollo osseo. Ogni giorno, poche centinaia di cellule staminali producono grandi quantità di leucociti.
Se una cellula staminale acquisisce una mutazione, i leucociti che ne derivano diventano portatori della stessa mutazione.

Quando i ricercatori hanno esaminato le cartelle cliniche di coloro che presentavano mutazioni nel DNA dei leucociti hanno riscontrato un aumento del 54% di incremento nel rischio di decesso per infarto miocardico o ictus nell'arco di una decade, rispetto alle persone senza CHIP.

Sono state formulate diverse ipotesi per comprendere il legame tra mutazioni dei leuociti e rischio di infarto miocardico.
E' statio ipotizzato che le placche che ostruiscono le arterie presentano una notevole quantità di leucociti, che possono contribuire al processo aterosclerotico.

Per una migliore comprensione dei meccanismi patologici è stato compiuto un esperimento su un modello murino, sottoponendo gli animali a un trapianto di midollo osseo in cui vi erano contenute le cellule staminali con mutazione CHIP, oltre a cellule staminali sane.
Gli animali hanno sviluppato placche aterosclerotiche. ( Xagena Medicina )

Fonte: The New England Journal of Medicine, 2018

Xagena_Salute_2018


Per approfondimenti sul Rischio cardiovascolare: Cardiologia.org https://www.cardiologia.org/



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