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Consiglio Superiore di Sanità: i prodotti a base di Cannabis leggera potrebbero essere pericolosi



Il Consiglio Superiore di Sanità ( CSS ), riguardo alla Cannabis light, ha chiesto l'applicazione del principio di precauzione nell'interesse della salute individuale e pubblica, e che siano attivate misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti.

Il Ministero della Salute aveva posto al Consiglio Superiore di Sanità due quesiti: se questi prodotti siano da considerarsi pericolosi per la salute umana, e se possano essere messi in commercio ed eventualmente a quali condizioni.
Riguardo alla prima domanda, il Consiglio ha ritenuto che la pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, in cui viene indicata in etichetta la presenza di Cannabis o Cannabis light o Cannabis leggera, non può essere esclusa.

La biodisponibilità di THC ( delta-9-Tetraidrocannabinolo ) anche a basse concentrazioni ( 0.2%-0.6%, le percentuali consentite dalla legge ) non è trascurabile, sulla base dei dati di letteratura; per le caratteristiche farmacocinetiche e chimico-fisiche.
Il THC e altri principi attivi inalati o assunti con le infiorescenze di Cannabis sativa possono penetrare e accumularsi in alcuni tessuti, tra cui cervello e grasso, ben oltre le concentrazioni plasmatiche misurabili; tale consumo avviene al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio e controllo della quantità effettivamente assunta e quindi degli effetti psicotropi che questa possa produrre, sia a breve che a lungo termine.

Per il Consiglio Superiore di Sanità non è stato valutato il rischio al consumo di tali prodotti in relazione a specifiche condizioni, quali ad esempio età, presenza di patologie concomitanti, stati di gravidanza / allattamento, interazioni con farmaci, effetti sullo stato di attenzione, così da evitare che l'assunzione inconsapevolmente percepita come sicura e priva di effetti collaterali si traduca in un danno per se stessi o per altri ( feto, neonato, guida in stato di alterazione ).

Tra le finalità della coltivazione della canapa industriale previste dalla legge 242/2016, non è inclusa la produzione delle infiorescenze né la libera vendita al pubblico; pertanto la vendita dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, in cui viene indicata in etichetta la presenza di Cannabis o Cannabis light o Cannabis leggera, in forza del parere espresso sulla loro pericolosità, qualunque ne sia il contenuto di THC, pone il motivo di preoccupazione.

Secondo Silvio Garattini, direttore scientifico dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, la Cannabis è una droga e può dare effetti molto importanti anche a distanza di tempo se si assume in fase giovanile, quando il cervello è ancora in fase di sviluppo, e può aprire le porte ad altri tipi di droga.

Fonte: Ministero della Salute, 2018

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