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I tumori ipofisari rappresentano il 10% di tutti i tumori intracranici



L’ipofisi, anche denominata ghiandola pituitaria, è situata alla base del cranio. Pur avendo le dimensioni di una nocciolina il suo ruolo è determinante, in quanto collegata direttamente con l’ipotalamo che controlla la produzione di numerosi e importanti ormoni.

I tumori ipofisari sono il 10% di tutte le neoplasia intracraniche con una incidenza di circa 30 casi ogni 100mila persone.
Interessa tutte le età con un picco nella fascia tra i 30 e i 60 anni, e la loro insorgenza è correlata ad alcune malattie come acromegalia, sindrome di Cushing, complesso di Carney e sindrome di McCune-Albright.

Gli adenomi ipofisari vengono classificati, in base alla dimensioni, in micro-adenomi ( diametro inferiore a 10 mm ) e macro-adenomi ( diametro uguale o superiore a 10 mm ) e in base al tipo di ormone prodotto, in adenomi che producono prolattina ( prolattinomi, circa 4 adenomi su 10 ), adenomi che producono ormone della crescita ( circa 2 su 10 ), adenomi che non producono alcun ormone ( circa 3 su 10 ).
I più rari producono corticotropina o ACTH, tireotropina o TSH, e gonadotropine ( meno di 1 su 10 ).

I carcinomi sono rarissimi e di difficile diagnosi.

Recenti studi hanno dimostrato che nel 10% circa dei pazienti che si sottopongono a esami radiografici del cervello per altre ragioni si riscontra un piccolo adenoma ipofisario, il che fa supporre che la malattia sia molto più comune del previsto ma a crescita talmente lenta da non dare disturbi per un lunghissimo periodo di tempo.

L’approccio chirurgico ha lo scopo di rimuovere la massa tumorale tentando di preservare il tessuto ipofisario e le strutture adiacenti, eliminare l’ipersecrezione ormonale e i suoi effetti, prevenire le recidive e riconoscere eventuali complicanze come l’ipopituitarismo grazie a controlli a lungo termine.

La terapia medica si avvale di farmaci innovativi come la Pasireotide ( Signifor ).
La Pasireotide è un analogo della Somatostatina, ormone naturale che inibisce il rilascio di ACTH.
I recettori della Somatostatina si trovano solitamente in concentrazioni elevate sulle cellule tumorali, compresi i tumori dell’ipofisi che causano l’acromegalia e la malattia di Cushing.
Analogamente alla Somatostatina, la Pasireotide si lega a tali recettori e blocca la secrezione eccessiva di ACTH ( corticotropina ). Poiché l’ACTH stimola la produzione di cortisolo, la sua riduzione contribuisce a diminuire i livelli di cortisolo nell’organismo, alleviando così i sintomi della malattia di Cushing. ( Xagena Medicina )

Fonte: Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, 2018

Xagena_Salute_2018


Per informazioni su Tumori ipofisari: Endocrinologia.net https://www.endocrinologia.net/



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