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Il rischio di ictus si riduce del 40-50% diminuendo la pressione arteriosa



L’ipertensione arteriosa è molto frequente, soprattutto nelle persone anziane: sopra i 65 anni d’età; circa due terzi dei soggetti ha valori eccessivamente alti.

Secondo le Linee Guida dell’European Society of Cardiologists ( ESC ) e dell’European Association for the Study of Diabetes ( EASD ), l’ipertensione arteriosa e il diabete mellito costituiscono fattori per il rischio di malattie cerebrovascolari e cardiovascolari.
L’ictus cerebrale rappresenta una delle principali complicanze di questa patologia, caratterizzata da un aumento stabile della pressione arteriosa.

Il ruolo dell’ipertensione come fattore di rischio per l’ictus è noto da quasi un secolo. Le prime segnalazioni risalgono agli anni ’20 del ventesimo secolo; è però dai primi anni ’90 che è risultato evidente, da numerosi studi clinici controllati, che ridurre la pressione arteriosa mediante terapia farmacologica riduce drasticamente la probabilità di andare incontro alla malattia; una riduzione anche modesta dei valori di pressione, sia sistolica che diastolica, consente di abbassare il rischio di malattia anche del 40-50%.

Un adeguato livello di pressione arteriosa è necessario perché il sangue riesca a scorrere nel nostro sistema circolatorio, assicurando così il nutrimento necessario per i tessuti dell’organismo.
La pressione arteriosa più alta, definita sistolica o massima si verifica quando il cuore si contrae e il sangue passa nelle arterie; la pressione arteriosa più bassa, definita invece diastolica o minima è quella che si registra, all’interno delle arterie, tra un battito e l’altro del cuore.
Quando i valori della pressione sistolica e/o di quella diastolica superano i 140 ( per la massima ) o i 90 ( per la minima ), si parla di ipertensione.

E’ fondamentale controllare con regolarità la pressione arteriosa, soprattutto perché, adeguatamente trattata, non costituisce più un pericolo per la salute.

Per una corretta misurazione della pressione è bene tenere presente le seguenti raccomandazioni:

a) Il paziente deve essere rilassato, seduto comodamente, in ambiente tranquillo;

b) Non si devono assumere bevande contenenti caffeina nell’ora precedente né aver fumato da almeno un quarto d’ora;

c) Il braccio deve essere appoggiato ed il bracciale deve essere all’altezza del cuore. Non importa quale braccio venga usato per la misurazione, ma è necessario ricordare che esistono a volte differenze sensibili nei valori misurati nelle due braccia;

d) Le dimensioni del bracciale di gomma devono essere adattate alla dimensione del braccio del paziente.

L’automisurazione della pressione arteriosa costituisce la procedura di maggior importanza nell’individuazione precoce di una possibile ipertensione.
E' quindi raccomandata la misurazione domiciliare della pressione almeno una volta al mese dopo i 40 anni.

Nella prevenzione dell'ictus, il controllo della pressione arteriosa risulta fondamentale, a partire dai 40 anni; ed è ancora più importante nelle persone con diabete mellito.
Altri fattori di rischio sono la fibrillazione atriale e il fumare.

L’ictus cerebrale è una patologia grave e disabilitante che, in Italia, rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie.
Quasi 200.000 italiani ne vengono colpiti ogni anno e la metà dei superstiti rimane con problemi di disabilità anche grave.
In Italia, le persone che hanno avuto un ictus e sono sopravvissute, con esiti più o meno invalidanti, sono oggi circa 940.000, ma il fenomeno è in crescita sia perché si registra un invecchiamento progressivo della popolazione, sia perché tra i giovani è in aumento l’abuso di alcol e droghe. ( Xagena Medicina )

Fonte: A.L.I.Ce. - Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale, 2018

Xagena_Salute_2018


Per approfondimenti sull'Ictus: Ictus.net https://ictus.net/



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