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Inibitori di PCSK9: nei pazienti con sindrome coronarica acuta Alirocumab ha ridotto gli eventi cardiovascolari e la mortalità per qualsiasi causa



Il colesterolo LDL rappresenta la principale causa delle malattie cardiovascolari su base aterosclerotica.
Il paziente ipercolesterolemico e a rischio cardiovascolare alto e molto alto è una persona che il più delle volte è reduce da un evento cardiovascolare, anche grave. Spesso presenta patologie diverse e deve assumere più terapie in modo contemporaneo.

La malattia coronarica precoce è la principale causa di morbilità e mortalità nei pazienti affetti da ipercolesterolemia familiare eterozigote.
Questi pazienti hanno un rischio 10-15 volte superiore di andare incontro a un evento cardiovascolare precoce rispetto alla popolazione generale.

Nonostante l’attenzione per questa patologia sia cresciuta negli ultimi anni, essa è ancora oggi estremamente sottodiagnosticata in Italia e quindi, spesso, il paziente arriva all'osservazione dopo aver già manifestato l’evento coronarico.
Questo è dovuto al fatto che l' ipercolesterolemia familiare eterozigote, generalmente, non presenta sintomi specifici.
Tuttavia, è possibile individuarla e, quindi, prevenire gli eventi cardiovascolari controllando precocemente i livelli di colesterolo LDL.

Negli ultimi anni sono entrati nella pratica clinica gli inibitori di PCSK9, che consentono di raggiungere riduzioni importanti dei livelli di colesterolo LDL in caso di risultati insufficienti con le statine e con Ezetimibe.

Le persone con un precedente episodio di infarto miocardico convivono con un rischio più elevato di subire un altro evento o di morire, e il rischio aumenta progressivamente se il paziente ha avuto già più eventi cardiovascolari. Da qui l’importanza di controllare quanto più possibile i fattori di rischio, gestire un follow-up stringente e trasmettere al paziente l’importanza di una gestione corretta della terapia, dopo la dimissione dall’ospedale.

Gli inibitori PCSK-9 rappresentano una terapia innovativa per consentire ai pazienti in prevenzione secondaria dopo un infarto miocardico di raggiungere i target di colesterolo LDL come consigliato dalle lineeguida.

Sono stati approvati due inibitori PCSK9, Evolocumab ( Repatha ) e Alirocumab ( Praluent ).

Nello studio ODYSSEY Outcomes, Alirocumab ha ridotto il rischio di un endpoint composito di infarto miocardico, ictus, morte per cardiopatia coronarica o angina instabile che richiede il ricovero ospedaliero del 15%, raggiungendo il suo endpoint primario.
Alirocumab ha inoltre ridotto anche il rischio di mortalità per qualsiasi causa del 15%.
Per i pazienti ad alto rischio con livelli di LDL pari a 100 mg/dL o superiori, il beneficio è risultato maggiore: riduzione del 24% del rischio di MACE ( eventi avversi cardiovascolari maggiori ) e calo del 29% della mortalità per qualsiasi causa.

ODYSSEY Outcomes ha testato Alirocumab in quasi 19.000 pazienti che avevano presentato un evento coronarico acuto l'anno precedente al loro arruolamento.
I partecipanti allo studio erano in trattamento con la più alta dose di statine che potevano tollerare, e sono stati allocati a trattamento con placebo o con Alirocumab oltre alla terapia con statine.
I pazienti sono stati seguiti per una media di 33 mesi. ( Xagena Medicina )

Fonte: Sanofi & ACC Meeting, 2018

Xagena_Salute_2018


Per approfondimenti sulle malattie cardiovascolari: Cardiologia.net https://www.cardiologia.net/



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