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La stimolazione transcranica neurodinamica individuale per curare le malattie neurologiche e psichiatriche



Nelle persone con malattie neurologiche o psichiatriche come ictus, sclerosi multipla, schizofrenia, questi meccanismi sono compromessi e l’elaborazione dei segnali sensoriali in arrivo è alterata a causa delle distorsioni nella comunicazione nelle reti neuronali.

Una via per ristabilire il normale funzionamento è stata studiata dai ricercatori dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Consiglio nazione delle ricerche ( Istc-Cnr ), coordinati da Franca Tecchio del Laboratorio di elettrofisiologia per la neuroscienza transazionale, che hanno messo a punto una nuova tecnica di stimolazione elettrica non-invasiva e personalizzata, la stimolazione transcranica neurodinamica individuale ( tIDS ), in grado di modificare l’eccitabilità della regione bersaglio, con efficacia superiore ai metodi oggi in uso.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Journal of Neuroscience.

Uno dei sistemi per ristabilire la comunicazione cerebrale senza passare attraverso i sensi è la neuromodulazione transcranica, un insieme di tecniche non-invasive che attraverso segnali elettrici o magnetici modifica l’attività di alcune regioni del cervello e la loro connessione con le altre aree cerebrali.
In questo modo, bypassando i sensi, si inviano segnali direttamente alle regioni che non li ricevono più o li distorcono, ripristinando il normale funzionamento cerebrale.

E' stata realizzata la tecnica tIDS arricchendo la neuromodulazione transcranica con tecniche di neuroimaging.
Utilizzando le neuro-immagini è infatti possibile osservare e misurare il funzionamento delle aree compromesse.
La tIDS consiste in una stimolazione elettrica a bassa intensità che, prima di agire, è in grado di capire come lavora l’area cerebrale su cui va a operare. In tal modo riesce a ottimizzare la capacità di reazione della zona bersaglio, sfruttandone le caratteristiche specifiche.
La stimolazione non-invasiva e personalizzata del cervello consente di aumentare l’efficacia dell’intervento.

La tecnica è stata messa a punto e testata nell’area motoria del cervello, ma il gruppo di ricerca intende estenderne l’uso.
Se si riesce a dimostrare che questa tecnica permette, oltre che di aumentare, anche di inibire l’eccitabilità della regione cerebrale bersaglio, sarà possibile creare tIDS in grado di inibire le aree dove si genera l’epilessia nei pazienti che non rispondono alle terapie convenzionali. ( Xagena Medicina )

Fonte: CNR - Centro Nazionale Ricerche, 2018

Xagena_Salute_2018


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