Alleanza Mediterranea Oncologica in Rete
Gastroenterologia.net
OncologiaMedica.net
Ematologia.net

L'inattivazione del gene HDAC3 permette di bruciare i grassi accumulati nel tessuto adiposo



L'inattivazione di un gene ( istone deacetilasi 3, HDAC3 ), che regola la struttura e la funzione di porzioni specifiche dell’informazione genetica, produce un cambiamento radicale del metabolismo nel tessuto adiposo bianco, che rappresenta la sede principale per l’accumulo di grasso quale riserva di energia nei mammiferi.

L’inattivazione della istone deacetilasi 3 nel tessuto adiposo provoca infatti l’aumento del metabolismo ossidativo dei mitocondri, le centrali energetiche delle cellule.
La maggiore attività ossidativa dei mitocondri consente di bruciare in modo più efficiente i grassi accumulati in questo tessuto che gioca un ruolo fondamentale nell’obesità.

Inoltre, in seguito all’inattivazione dell’istone deacetilasi 3, il tessuto adiposo bianco subisce una parziale trasformazione che permette di disperdere l’energia dai grassi sotto forma di calore, una caratteristica che lo rende più simile al tessuto adiposo bruno, il quale normalmente contribuisce a mantenere la temperatura corporea nei mammiferi soprattutto in risposta allo stimolo del freddo.

I risultati dello studio hanno messo in luce nuovi meccanismi di regolazione delle cellule adipose.
L’istone deacetilasi 3 sembra agire come un freno molecolare del metabolismo ossidativo che brucia i grassi nel tessuto adiposo bianco e impedisce la produzione di calore.
Se si riuscisse a modulare questo freno nel tessuto adiposo bianco si potrebbe trovare un modo per favorire la riduzione dei grassi accumulati e quindi il peso corporeo, soprattutto nei soggetti sovrappeso o obesi.
La comprensione dettagliata di questi meccanismi aprirebbe la strada alla messa a punto di nuove terapie per l’obesità, una patologia in forte aumento anche in Italia che ha gravi conseguenze sulla salute e sulla qualità di vita e che aumenta il rischio di sviluppare altre patologie quali il diabete mellito di tipo 2, le malattie cardiovascolari e i tumori.

Lo studio, condotto dal gruppo guidato da Maurizio Crestani del Laboratorio Giovanni Galli di biochimica e biologia molecolare del metabolismo e di spettrometria di massa - Dipartimento di Scienze farmacologiche e biomolecolari della Statale di Milano, si è avvalso della collaborazione dei ricercatori dell’Università di Losanna ( Svizzera ), della Vanderbilt University a Nashville Tennessee ( Stati Uniti ) e dell’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano. ( Xagena Medicina )

Fonte: Università di Milano, 2017

Xagena_Salute_2017


Per approfondimenti: Obesiologia.net http://www.obesiologia.net/



Indietro