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L’inquinamento da traffico potrebbe avere un ruolo nello sviluppo della fibrosi polmonare idiopatica



L’inquinamento da traffico può avere un ruolo attivo nello sviluppo della fibrosi polmonare idiopatica ( IPF ), patologia rara che in Italia interessa 19.000 pazienti, soprattutto maschi, di età superiore ai 60 anni, fumatori o ex-fumatori.
Se il livello di esposizione cronica al biossido di azoto si alza di 10 microgrammi per metro cubo, l’incidenza di fibrosi polmonare idiopatica aumenta infatti tra il 4.25% e l’8.41% ed è ancora più elevata dove i livelli del gas superano i 40 microgrammi per metro cubo.

L'indagine è stata pubblicata sull’European Respiratory Journal, condotta da ricercatori del Centro Studi Sanità Pubblica dell’Università di Milano-Bicocca e dell’Unità Operativa di Pneumologia dell’Ospedale San Giuseppe di Milano, in collaborazione con l’Università di Harvard ( Stati Uniti ).

Basandosi su oltre 2.000 nuovi casi di malattia registrati in Lombardia fra il 2005 e il 2010, individuati attraverso database sanitari amministrativi, i ricercatori hanno valutato la relazione fra l’insorgenza di fibrosi polmonare idiopatica e l’esposizione cronica a particolato atmosferico PM10, biossido di azoto e ozono.
E' emersa una associazione fra lo sviluppo della patologia e l’aumento nell’aria del biossido di azoto, il gas prodotto dagli scarichi dei motori.

Questo lavoro è la prosecuzione di un primo studio epidemiologico, attuato dallo stesso gruppo di ricercatori, che aveva mappato i casi di fibrosi polmonare idiopatica in Lombardia, pubblicato nel 2017 su PLOS One.

La fibrosi polmonare idiopatica è causata dalla sostituzione del tessuto polmonare sano con tessuto cicatriziale.
Il polmone innesca un alterato meccanismo riparativo a uno stimolo esterno, che potrebbe essere rappresentato dall’inquinamento.
I sintomi classici della fibrosi polmonare idiopatica, tosse secca e mancanza di fiato sempre più marcata, vengono spesso confusi con manifestazioni di bronchite cronica.
Solo una diagnosi precoce permette di intervenire con le corrette terapie.
I meccanismi che portano alla formazione di fibrosi polmonare idiopatica non sono ancora completamente conosciuti, ma si ritiene siano coinvolti sia fattori genetici che ambientali.

Questo studio, per la prima volta, ha mostrato che lo smog è associato all’insorgenza di fibrosi polmonare idiopatica.
E' stato osservato come i soggetti esposti a una concentrazione più alta di biossido di azoto abbiano un rischio maggiore di sviluppare fibrosi polmonare idiopatica.
Mentre per PM10 e ozono non sono emerse associazioni significative, i dati hanno evidenziato che se il livello di esposizione cronica al biossido di azoto si alza di 10 microgrammi per metro cubo, l’incidenza di fibrosi polmonare idiopatica aumenta tra il 4.25% e l’8.41%, ed è ancora più elevata se i livelli di biossido di azoto superano i 40 microgrammi per metro cubo.
Studi precedenti avevano evidenziato come l’incremento di biossido di azoto e ozono è correlato a un peggioramento della malattia, e come l’esposizione a PM10 si associ a un aumento della mortalità e della perdita di funzionalità respiratoria. ( Xagena Medicina )

Fonte: Università di Milano-Bicocca, 2018

Xagena_Salute_2018


Per approfondimenti sulla Fibrosi polmonare idiopatica: PneumologiaOnline.net https://pneumologiaonline.net/



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