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Lombalgia e sciatalgia: troppi test diagnostici e farmaci



Evidenze scientifiche documentano che nei pazienti con lombalgia e/o sciatalgia alcuni trattamenti come l’esercizio fisico, la terapia manuale e la psicoterapia vengono ampiamente sotto-utilizzati, mentre vengono inappropriatamente prescritti farmaci analgesici e, soprattutto, numerosi test diagnostici quali TAC e risonanze magnetiche che allungano le liste d’attesa.
L’Osservatorio GIMBE per la sostenibilità del SSN ( Sistema Sanitario Nazionale ) ha eletto i test di imaging nel mal di schiena a sorvegliato speciale per stimare sprechi diretti e indiretti conseguenti al loro sovra-utilizzo.

Secondo Nino Cartabellotta, Fondazione GIMBE, in assenza dei cosiddetti segni di allarme e prima di 4-6 settimane dall’insorgenza del dolore, tutte le linee guida internazionali concordano nel giudicare inappropriate TAC e risonanze magnetiche nei pazienti con lombosciatalgia, sia perché non modificano le scelte terapeutiche, sia perché il frequente riscontro di anomalie non-correlate con il mal di schiena attivano una cascata di prestazioni sanitarie inutili ( consulti specialistici, esami e trattamenti invasivi ) che aumentano i rischi per i pazienti e consumano preziose risorse.

Le lineeguida del National Institute for Health and Care Excellence ( NICE ) forniscono raccomandazioni cliniche sia per la valutazione diagnostica dei pazienti con lombalgia e/o sciatalgia, sia per la terapia: da quella conservativa ( programmi di esercizio fisico, terapia manuale, psicoterapia con approccio cognitivo-comportamentale, farmaci ), a quella chirurgica.

Le lineaguida NICE raccomandano innanzitutto di effettuare una adeguata valutazione clinica e, in assenza di sospetto di gravi patologie ( neoplasie, infezioni, traumi, spondiloartriti ), di non richiedere TAC e risonanze magnetiche, informando sempre il paziente sul fatto che questi test diagnostici, oltre a non essere necessari, presentano rischi conseguenti all’identificazione di lesioni anatomiche asintomatiche non-correlate con i sintomi della lombalgia e/o sciatalgia.

Le lineeguida puntano sull’utilizzo di strumenti validati di stratificazione del rischio per facilitare il processo decisionale condiviso con i pazienti: per quelli con lombalgia e/o sciatalgia che potrebbero migliorare rapidamente è infatti sufficiente rassicurarli, consigliare loro di mantenersi in attività e fornire indicazioni per il self management, mentre per i pazienti a rischio più elevato di esito sfavorevole è raccomandato un supporto complesso ed intensivo ( es. programmi di esercizio e/o terapia manuale o approccio psicologico ).
Inequivocabilmente da evitare in ogni caso l’agopuntura e il Paracetamolo in monoterapia.

«Le linee guida NICE documentano che nella valutazione e il trattamento della lombalgia e/o sciatalgia la pratica professionale e le scelte dei pazienti non riflettono le migliori evidenze scientifiche: alcune prestazioni sanitarie risultano sovra-utilizzate, mentre altre sotto-utilizzate.
Di conseguenza, rispetto a quanto oggi dimostra la ricerca, l’assistenza erogata ai pazienti presenta notevoli margini di miglioramento dell’appropriatezza con risvolti favorevoli sia sugli esiti clinici, sia sull’utilizzo delle risorse. ( Xagena Medicina )

Fonte: Fondazione GIMBE, 2017

Xagena_Salute_2017


Per approfondimenti: Reumatologia.net http://www.reumatologia.net/



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