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Malattie infettive dei viaggiatori - Virosi trasmesse dalle zanzare: Dengue, Chikungunya, Zika virus



Le principali virosi trasmesse dalle zanzare del genere Aedes ( Dengue, Chikungunya, Zika virus ) sono diffuse nelle aree tropicali e subtropicali di Asia, Africa e Americhe.
Queste patologie, rappresentano un rischio per i viaggiatori che intendano recarsi in zona endemica.

In Europa, queste patologie sono in massima parte rappresentate da casi importati di Dengue, Chikungunya e Zika da area endemica; solo sporadicamente sono stati segnalati casi autoctoni, trasmessi da vettori locali.
In Italia, negli ultimi anni si sono verificati due outbreak con più di 200 casi di Chikungunya da trasmissione autoctona: nel 2007 nella zona di Ravenna / Cervia e nel 2017 nell’area di Anzio e Roma.
Il rischio di trasmissione autoctona di queste patologie è legato alla coesistenza di due principali fattori: la presenza di soggetti infetti ( viremici nel caso delle arbovirosi ) e la circolazione di vettori competenti.

Esistono efficaci misure di prevenzione per i soggetti che intendano recarsi in area endemica.
Per quanto riguarda le arbovirosi ( Dengue, Chikungunya, Zika virus ) si tratta principalmente di entomoprofilassi, ovvero misure comportamentali atte ad evitare il contatto con il vettore. Tra queste, l’impiego di barriere chimiche ( repellenti, insetticidi ), meccaniche ( reti o zanzariere ) e l’utilizzo di indumenti coprenti specialmente nelle ore di massima attività del vettore.

Per quanto concerne il rischio di febbre gialla, è disponibile il vaccino vivo attenuato, da effettuare almeno dieci giorni prima dell’arrivo in area endemica e obbligatorio per l’ingresso in alcun Paesi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ( OMS ) raccomanda la vaccinazione per i viaggiatori diretti nelle aree endemiche di Africa e America Latina, con particolare riferimento alle aree colpite dall’epidemia attualmente in corso in Brasile.
Alcuni Paesi asiatici, pur non endemici per febbre gialla, potrebbero richiedere il vaccino se il viaggio prevede soste in aree endemiche.
Il vaccino può essere eseguito presso i Centri di vaccinazione internazionale in singola dose, senza necessità di richiami.

In caso di soggiorno in area a rischio per malaria, in particolare dove fosse presente la forma più severa causata da Plasmodium falciparum ( malaria terzana maligna ), oltre alle misure di profilassi comportamentale, sono raccomandate misure di profilassi farmacologica ( chemioprofilassi ), con l’impiego di principi attivi quali Meflochina, Atovaquone - Proguanil e Doxiciclina.

Tuttavia, nessuna misura di profilassi può escludere in modo assoluto il rischio di infezione.
Qualora dovessero manifestarsi sindromi febbrili dopo un soggiorno in area endemica è necessario rivolgersi in modo tempestivo al medico.

Allo stato attuale le evidenze dell’esistenza sul territorio italiano di vettori competenti alla trasmissione autoctona sono piuttosto limitate.
In Italia, è documentata la presenza di Aedes albopictus e Anopheles labranchiae.
La zanzara tigre ( Aedes albopictus ), rilevata in Europa dagli anni settanta e per la prima volta in Italia nel 1990, è stata identificata come vettore delle passate epidemie di Chikungunya in Italia e di sporadici casi di Dengue in altri paesi Europei.
La presenza stabile del vettore e le condizioni climatiche in Italia potrebbe comportare il ripetersi di casi autoctoni qualora si verificasse la presenza di portatori paucisintomatici del virus di rientro dai Paesi endemici.
Alcuni studi hanno mostrato una parziale competenza di questo vettore per la trasmissione di Zika virus, sebbene non siano mai stati segnalati casi autoctoni in Europa trasmessi dalla zanzara, ma piuttosto trasmessi per via sessuale.
Aedes aegypti, il principale vettore di Dengue, Chikungunya e Zika virus, non è mai stato rilevato in Europa, se non sulle coste orientali del Mar Nero.

L’eradicazione della malaria in Europa è stata dichiarata nel 1975 ( nel 1970 in Italia ), persiste tuttavia la presenza di alcuni vettori potenzialmente competenti, in particolare le Anopheles del complesso maculipennis come Anopheles labranchiae nel bacino Mediterraneo.
In Italia la diffusione di tale vettore è limitata e documentata solo in ristrette aree paludose e nelle zone agricole in particolare nella maremma grossetana.
Anopheles labranchiae è un vettore competente per la trasmissione di Plasmodium vivax e Plasmodium malariae ma non ci sono al momento consistenti evidenze che possa trasmettere Plasmodium falciparum, agente eziologico delle forme più gravi di malaria.
I sospetti casi di malaria da Plasmodium faciparum segnalati nel 2017 in Puglia in migranti irregolari sono probabilmente da ricondurre a viaggi in aree endemiche non riportati dai pazienti per motivazioni legali.

Sebbene al momento non sussista un elevato rischio di stabile introduzione di arbovirosi e malaria in Italia, in considerazione dell’elevata mobilità di beni e persone a livello globale, e dei cambiamenti climatici in corso, risulta di fondamentale importanza il mantenimento di un adeguato sistema di sorveglianza e monitoraggio dei potenziali vettori presenti sul territorio. ( Xagena Medicina )

Fonte: SIMIT, Società Italiana Malattie Infettive e Tropicali, 2018

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Per approfondimenti sulel Malattie infettive: Infettivologia.net https://www.infettivologia.net/



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