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Malattie reumatiche, se non diagnosticate precocemente possono causare invalidità anche permanente



Gli italiani che soffrono di una malattia reumatica sono circa 6 milioni ( uno su tre dopo i 65 anni ): artrite reumatoide, artrosi e osteoporosi sono le patologie più comuni. Altre, come lupus eritematoso, sclerodermia o alcune patologie autoimmuni sono più rare.
In comune hanno che quasi tutte vengono spesso diagnosticate in ritardo, quando sono più difficili da curare ed espongono a un maggior rischio d’invalidità. Ciò accade anche perché la maggior parte dei malati tende a trascurare a lungo le prime avvisaglie di queste patologie e/o non sa riconoscerne i sintomi.
Riconoscerne i segnali e arrivare al più presto a una diagnosi, è essenziale per limitare i danni che possono provocare.

Secondo le stime della SIR ( Società Italiana di Reumatologia ) in Italia, oltre 800mila persone sono a rischio di invalidità a causa delle forme più gravi di artrite reumatoide, artriti sieronegative, spondilite o artrite psoriasica.
E se per individuare una malattia reumatica come la fibromialgia in media ci vogliono cinque anni ( nei tre quarti dei casi inizialmente viene scambiata per un semplice mal di schiena ), per le spondiliti anchilosanti dall’inizio dei sintomi alla diagnosi ne passano di solito sette.

Le patologie reumatiche possono insorgere a qualsiasi età, ma interessano più spesso gli adulti nel pieno della loro vita sociale e professionale.

Riconoscere la malattia in fase iniziale consente di intervenire in modo più incisivo, riuscendo in non pochi casi a impedirne la progressione.
Non bisogna ignorare dolori, ma anche tumefazioni e segni di infiammazione a carico delle articolazioni delle mani o dei piedi che persistono da più di tre settimane.
È necessario contttare un medico quando una particolare rigidità articolare che interessa soprattutto le mani, si presenta al mattino, dopo il risveglio, e perdura per oltre un’ora.
Non deve essere trascurata una tumefazione che compare velocemente, senza un motivo apparente, associato o meno a dolore e arrossamento locale: il gonfiore è tra i segni più tipici, comune a molte malattie reumatiche.
Nei giovani, un dolore lombare con irradiazione alle natiche e alle cosce ( spesso confuso con una sciatica ), che aumenta durante il riposo notturno e si attenua con l’attività fisica, può essere evocativo di un’altra malattia infiammatoria cronica, la spondilite anchilosante, più frequente nei maschi.

La diagnosi delle malattie reumatiche può essere resa difficile anche dal fatto che i sintomi sono comuni a diverse patologie.
Un caso particolare è quello della fibromialgia, che può presentarsi con mal di schiena persistente e un dolore cronico diffuso, spesso in giovani donne.
Nell’ultracinquantenne deve insospettire l’improvvisa comparsa di dolore, soprattutto notturno e mattutino, a entrambe le spalle, con impossibilità di fare movimenti quotidiani normali, come pettinarsi o allacciare il reggiseno, o un male alle anche con difficoltà, ad esempio, ad alzarsi da una poltrona, specie se accompagnato da mal di testa e calo di peso. Potrebbero infatti essere i primi sintomi di una polimialgia reumatica, che se colta inizialmente può essere curata e guarita con una semplice terapia.

Il concetto medico di reumatismo racchiude più di 200 quadri clinici diversi e viene usato per indicare molteplici sindromi e malattie ( definite appunto reumatiche ) che sono caratterizzate da infiammazione e coinvolgono le strutture che compongono l’apparato locomotore come muscoli, ossa, articolazioni e tendini.
Le patologie reumatiche danneggiano a poco a poco cartilagini e tessuti circostanti, senza dare inizialmente segni evidenti. ( Xagena Medicina )

Fonte: SIR, 2017

Xagena_Salute_2017


Per approfondimenti sulle malattie reumatiche: Reumatologia.net https://www.reumatologia.net/



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