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Psoriasi pustolosa generalizzata: Spesolimab, un anti-IL-36R


Nei pazienti con psoriasi pustolosa generalizzata, Spesolimab, un inibitore del recettore dell’interleuchina-36 ( anti-IL-36R ), ha prodotto una maggiore clearance delle lesioni dopo 1 settimana di trattamento rispetto al placebo, ma è stato associato a infezioni e reazioni sistemiche al farmaco.

La psoriasi pustolosa generalizzata ( GPP ) è una malattia cutanea infiammatoria rara, causata dall’accumulo di neutrofili a livello cutaneo, pericolosa per la vita, distinta dalla psoriasi a placche e caratterizzata da una eruzione diffusa di pustole sterili e dolorose.
Il decorso clinico è variabile, con alcuni pazienti che presentano una malattia recidivante con riacutizzazioni ricorrenti e altri che hanno una malattia persistente con riacutizzazioni intermittenti.

La malattia ha un impatto sostanziale sulla qualità di vita dei pazienti. Colpisce maggiormente le donne rispetto agli uomini. Sebbene la gravità delle riacutizzazioni possa variare, se non trattate possono essere causa di ricovero in ospedale con gravi complicanze, tra cui insufficienza cardiaca, insufficienza renale, sepsi e insufficienza multisistemica d’organo, fino al decesso.

Esiste un’elevata necessità insoddisfatta di trattamenti in grado di risolvere rapidamente i sintomi delle riacutizzazioni della psoriasi pustolosa generalizzata e prevenirne le recidive, con un profilo di sicurezza accettabile.
Le terapie immunomodulanti, compresi i farmaci biologici, vengono utilizzate sulla base dell’esperienza clinica in pazienti con psoriasi a placche, tuttavia ci sono evidenze limitate sull’efficacia e la sicurezza di queste terapie nel trattamento della malattia.

Nella patogenesi della psoriasi pustolosa generalizzata è coinvolta la segnalazione dell’interleuchina-36 ( IL-36 ).
Spesolimab è un anticorpo monoclonale umanizzato anti-recettore di IL-36.

Uno studio di fase II ha coinvolto 53 pazienti con una riacutizzazione della psoriasi pustolosa generalizzata, assegnati in modo casuale in un rapporto 2:1 a ricevere una singola dose per via endovenosa di Spesolimab 900 mg oppure placebo al giorno 8, un’eventuale dose di Spesolimab come farmaco di salvataggio dopo il giorno 8 o entrambe, e sono stati seguiti fino alla settimana 12.

L’endpoint primario era rappresentato da un sottopunteggio della scala GPPGA ( Generalized Pustular Psoriasis Physician Global Assessment ) pari a 0, in un range che varia da 0 ( pustole non-visibili ) a 4 ( pustole gravi ) alla fine della settimana 1.
L’endpoint secondario chiave era un punteggio GPPGA totale di 0 o 1 ( pelle libera o quasi libera da lesioni ), sempre al termine della prima settimana di trattamento.

Al basale il 46% dei pazienti nel gruppo Spesolimab e il 39% di quelli nel gruppo placebo avevano un sottopunteggio GPPGA di 3, mentre rispettivamente il 37% e il 33% dei soggetti avevano un sottopunteggio di 4.

Alla fine della settimana 1, il 54% dei partecipanti nel gruppo Spesolimab ha raggiunto un punteggio GPPGA di 0, contro il 6% di quelli sottoposti a placebo ( differenza di 49 punti percentuali, p minore di 0.001 ).
Un totale di 15 pazienti su 35 ( 43% ) ha ottenuto un punteggio GPPGA totale di 0 o 1, contro 2 pazienti su 18 ( 11% ) nel gruppo placebo ( differenza di 32 punti percentuali, p=0.02 ).

I miglioramenti cutanei sono continuati per tutta la durata dello studio, accompagnati da miglioramenti clinicamente significativi della qualità di vita e dei sintomi come dolore e affaticamento rispetto al placebo.

Sono state riportate reazioni al farmaco in 2 pazienti in trattamento attivo, in 1 di essi in concomitanza con un danno epatico indotto dal farmaco biologico.
Tra i pazienti nel gruppo Spesolimab si sono verificate infezioni nel 17% e nel 47% dei soggetti, rispettivamente durante la prima settimana e in qualsiasi momento dello studio.
Gli anticorpi anti-farmaco sono stati rilevati nel 46% dei soggetti che hanno ricevuto almeno una dose di Spesolimab. ( Xagena Medicina )

Fonte: The New England Journal of Medicine, 2021

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