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Sindrome mielodisplastica o beta-talassemia: Reblozyl, il primo agente di maturazione eritroide approvato in UE per l'anemia trasfusione-dipendente



La Commissione Europea ha approvato Reblozyl ( Luspatercept ) per il trattamento di:

a) pazienti adulti con anemia trasfusione-dipendente dovuta a sindromi mielodisplastiche ( MDS ) a rischio molto basso, basso e intermedio, che presentano sideroblasti ad anello, che hanno mostrato risposta insoddisfacente o non sono idonei alla terapia a base di eritropoietine;

b) pazienti adulti con anemia trasfusione-dipendente associata a beta-talassemia.

La dipendenza dalle trasfusioni di sangue, indotta dall'anemia che insorge nelle patologie ematologiche maligne come le sindromi mielodisplastiche, può essere causa di lunghe e frequenti visite ospedaliere che espongono il paziente a ulteriori rischi per la salute e influiscono negativamente sulla sua qualità di vita.
L'approvazione di Reblozyl offre agli operatori sanitari una nuova terapia che ha dimostrato di ridurre significativamente il numero di trasfusioni di globuli rossi necessarie ai pazienti con sindromi mielodisplastiche e, in alcuni casi, di ottenere l'indipendenza dalle trasfusioni.

Luspatercept regola la maturazione in fase avanzata degli eritrociti per ridurre o potenzialmente eliminare il fabbisogno di continue trasfusioni di globuli rossi.

Mentre la beta-talassemia rimane una malattia orfana, la dipendenza da trasfusioni, spesso necessarie per tutta la vita in questi pazienti, può avere un impatto significativo sulla limitata disponibilità di sangue nelle comunità, essendovi pochi trattamenti alternativi.
L'approvazione di Reblozyl offre ai pazienti adulti con beta-talassemia, eleggibili per questa terapia, una nuova opzione terapeutica per la loro anemia e, con essa, la possibilità di ridurre la dipendenza dalle trasfusioni di globuli rossi.

Luspatercept è il primo e unico agente di maturazione eritroide approvato nell'Unione Europea, e rappresenta quindi una nuova classe terapeutica.
Questa approvazione si basa sui dati degli studi di fase 3, MEDALIST e BELIEVE, che hanno valutato la capacità di Luspatercept di trattare efficacemente l'anemia associata, rispettivamente, a sindrome mielodisplastica e beta-talassemia.

Studio MEDALIST

MEDALIST è uno studio multicentrico di fase 3, randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo, che ha valutato la sicurezza e l'efficacia di Luspatercept in aggiunta alla migliore terapia standard ( BSC ) rispetto a placebo aggiunto alla terapia standard in pazienti adulti con sindrome mielodisplastica non-del(5q) a rischio molto basso, basso o intermedio secondo la classe di rischio IPSS-R.
Tutti i pazienti erano dipendenti da trasfusioni di globuli rossi e refrattari o intolleranti a un precedente trattamento con agenti stimolanti l'eritropoiesi ( ESA ) oppure erano naïve-agli-ESA e con bassissima probabilità di rispondere alla terapia a causa dei livelli di eritropoietina sierica endogena di 200 U/L o superiore, e non trattati precedentemente con agenti modificanti la malattia.

Lo studio ha riportato una riduzione statisticamente significativa del carico di trasfusioni di globuli rossi nei pazienti trattati nel braccio Luspatercept ( endpoint primario dello studio ), il 37.9% dei pazienti trattati con Luspatercept ha raggiunto l'indipendenza da trasfusioni di eritrociti mantenuta per almeno 8 settimane durante le prime 24 settimane dello studio, rispetto al 13.2% dei pazienti del braccio con placebo.
Lo studio ha anche raggiunto l'endpoint secondario di indipendenza dalle trasfusioni mantenuta per almeno 12 settimane misurata nelle prime 24 e 48 settimane dello studio, ottenuta in una percentuale significativamente più elevata di pazienti che hanno ricevuto Luspatercept versus placebo.

La maggioranza degli eventi avversi occorsi in seguito al trattamento ( TEAE ) sono risultati essere di grado 1-2.
Eventi TEAE di grado 3 o 4 sono stati segnalati nel 42.5% dei pazienti che hanno ricevuto Luspatercept e nel 44.7% nel braccio placebo.
La sospensione della terapia per una reazione avversa ( grado 1-4 ) si è resa necessaria nel 4.5% dei pazienti che hanno ricevuto Luspatercept.
Le reazioni avverse più frequenti ( maggiori o uguali a 10% ) di ogni grado includevano affaticamento, dolore muscolo-scheletrico, capogiri, diarrea, nausea, reazioni di ipersensibilità, ipertensione, cefalea, infezioni delle vie respiratorie superiori, bronchite e infezioni del tratto urinario.

Sindromi mielodisplastiche

Le sindromi mielodisplatiche sono un gruppo di patologie ematologiche maligne caratterizzate da una inefficace produzione di globuli rossi, globuli bianchi e piastrine, sani e maturi, che possono causare anemia e infezioni frequenti o gravi e progredire a leucemia mieloide acuta.
Le persone con sindromi mielodisplastiche che sviluppano anemia spesso richiedono continue trasfusioni di sangue per aumentare il numero di globuli rossi maturi in circolo.
Trasfusioni frequenti sono associate a un aumentato rischio di reazioni da trasfusione, infezioni e sovraccarico di ferro.
In 5 Paesi europei ( Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito ) sono circa 50.000 i pazienti con sindromi mielodisplastiche.

Studio BELIEVE

BELIEVE è uno studio multicentrico di fase 3, randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo, che ha confrontato l’impiego di Luspatercept in aggiunta alla terapia standard verso placebo aggiunto a terapia standard nei pazienti adulti affetti da beta-talassemia che richiedono un regolare e continuo supporto di trasfusioni di globuli rossi ( 6-20 unità di eritrociti ricevuti in 24 settimane, senza un periodo libero da trasfusioni superiore a 35 giorni durante l'intervallo di tempo considerato ).

Lo studio ha mostrato una riduzione statisticamente significativa della necessità di trasfusioni di eritrociti durante le settimane 13-24 rispetto all'intervallo basale di 12 settimane prima della randomizzazione ( pari al 21.4% nel braccio Luspatercept versus 4.5% nel braccio placebo ), raggiungendo l'endpoint primario dello studio.
Lo studio ha inoltre raggiunto l'endpoint secondario di riduzione di almeno il 33% del carico di trasfusioni ( con una riduzione di almeno 2 unità ) misurata durante le settimane 37-48; la riduzione è stata ottenuta in una percentuale significativamente più alta nei pazienti che hanno ricevuto Luspatercept versus placebo.
Lo studio ha anche raggiunto un ulteriore endpoint esplorativo; il 70.5% dei pazienti trattati con Luspatercept ha ottenuto una riduzione di almeno il 33% del carico di trasfusioni di globuli rossi ( con una riduzione di almeno 2 unità ) mantenuta per 12 settimane consecutive, rispetto all'intervallo di 12 settimane precedenti al trattamento, versus il 29.5% nei pazienti a placebo.

La maggioranza dei eventi TEAE è stata di grado 1-2.
La sospensione del trattamento per una reazione avversa ( grado 1-4 ) si è verificata nel 5.4% dei pazienti in terapia con Luspatercept.
Gli eventi avversi più comuni ( 10% o superiore ) sono stati cefalea, dolore osseo, artralgia, affaticamento, tosse, dolore addominale, diarrea e capogiri.

Beta-talassemia

La beta-talassemia è una malattia ereditaria del sangue causata da un difetto genetico nella molecola dell'emoglobina. Questa patologia è associata a una inefficace eritropoiesi, che determina una ridotta produzione di globuli rossi, carenti di emoglobina, e che spesso porta ad anemia grave, una condizione che può essere debilitante e che, in questi pazienti, può portare a complicanze e ad altri gravi problemi di salute.
Le opzioni di trattamento per l'anemia associata a beta-talassemia sono limitate e consistono principalmente in frequenti trasfusioni di globuli rossi, che possono contribuire al sovraccarico di ferro, causa di gravi complicanze quali il danno d'organo.
Negli Stati Uniti, in Germania, Francia, Italia, Spagna e Regno Unito ci sono circa 17.000 persone affette da beta-talassemia. ( Xagena Medicina )

Fonte: BMS, 2020

Xagena_Salute_2020


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