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Trattamento del diabete di tipo 2: le nuove lineeguida EASD/ADA



Nel corso del Congresso EASD ( European Association for the Study of Diabetes ) di Berlino è stata presentata la versione definitiva degli statement di consenso EASD/ADA.

Le novità più importanti di questi statement riguardano l’algoritmo terapeutico del diabete mellito di tipo 2 e la scelta dei farmaci più appropriati per le diverse tipologie di pazienti.

E' stato confermato che, laddove tollerata e non controindicata, la Metformina è il primo presidio terapeutico da utilizzare, insieme a un imprescindibile adeguato counseling sulle abitudini alimentari e sul superamento della sedentarietà.

Sono, invece, state introdotte novità importanti nella scelta del farmaco da affiancare alla Metformina, nel momento in cui la Metformina non sia più sufficiente come unico trattamento farmacologico a raggiungere e mantenere un controllo metabolico adeguato.

I nuovi statement suggeriscono di non usare in prima battuta, dopo la Metformina, i farmaci ipoglicemizzanti orali più vecchi e ancor oggi più usati nel mondo ( sulfoniluree ), ma di scegliere tra farmaci più innovativi, l’uso dei quali non è gravato da un aumento del rischio di ipoglicemia, ovvero Pioglitazone, inibitori DPP-4 ( Di-Peptidil-Peptidasi-4 ), gliflozine, o agonisti recettoriali di GLP-1.

In alternativa, dove suggerito dalla gravità del quadro iperglicemico e dalle caratteristiche cliniche del paziente, il ricorso alla terapia insulinica resta comunque una possibile valida scelta.

La raccomandazione di usare le sulfoniluree solo, eventualmente, in terza battuta, è sicuramente una indicazione importante perché recepisce le indicazioni di una serie di studi osservazionali e di intervento che hanno dimostrato come l’aumento del rischio di ipoglicemia legato all’uso di sulfoniluree limiti fortemente il beneficio clinico ottenibile dall’abbattimento della glicemia con l’uso di questa classe di farmaci.

La seconda importante novità delle linee guida EASD/ADA 2018 è la caratterizzazione dei pazienti relativamente alla presenza o meno di malattia cardiovascolare in atto, ai fini della personalizzazione della terapia.
Questa indicazione scaturisce dai risultati di alcuni recenti grandi studi clinici che hanno dimostrato come, in pazienti diabetici affetti da malattia cardiovascolare, l’utilizzo di Pioglitazone e, soprattutto, di alcuni farmaci della classe delle gliflozine o della classe degli agonisti recettoriali di GLP-1, sia in grado di ridurre il rischio di ulteriori eventi cardiovascolari, il rischio di mortalità e, nel caso delle gliflozine, il rischio di ospedalizzazione per scompenso cardiaco.

I farmaci per i quali, al momento, sono più solide le evidenze sulla riduzione del rischio cardiovascolare sono Dapagliflozin, Empagliflozin e Canagliflozin per gli inibitori di SGLT2; tra gli antagonisti recettoriali di GLP-1 spiccano Liraglutide e Semaglutide.

Sulla scorta di questi dati, nelle scelte farmacologiche successive alla terapia con Metformina i nuovi statement dividono i pazienti in soggetti con malattia cardiovascolare accertata e soggetti senza malattia cardiovascolare accertata.
Nei primi devono essere impiegati farmaci con dimostrato effetto di protezione cardiovascolare. ( Xagena Medicina )

Fonte: Società Italiana di Diabetologia, 2018

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