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Tumore della tiroide, la tecnica combinata di microscopia e spettroscopia Raman permette di discriminare le neoplasie follicolari tra forma maligna e forma benigna



Sono stati pubblicati su Scientific Reports i risultati di una indagine riguardante un metodo per distinguere in modo più efficace le neoplasie tiroidee benigne da quelle maligne, condotta dall’Istituto di struttura della materia del Consiglio nazionale delle ricerche ( Ism-Cnr ), in collaborazione con l’Università Campus Bio-Medico di Roma, la Thermo Fisher Scientific di Milano e con il contributo della Fondazione Alberto Sordi.

Il numero di pazienti affetti da noduli tiroidei è in costante crescita, con un aumento concomitante della diagnosi di tumore e degli interventi chirurgici, con asportazione totale della tiroide e conseguente terapia ormonale sostitutiva per un numero rilevante di pazienti.

Tuttavia, in una parte dei pazienti si potrebbero evitare soluzioni chirurgiche, in particolare per le lesioni follicolari della tiroide e, in alcuni casi, per i piccoli carcinomi.
Attraverso una tecnica combinata di microscopia e spettroscopia di ultima generazione ( Raman ) i ricercatori sono riusciti a distinguere meglio e classificare i tessuti sani da quelli neoplastici e a discriminare le neoplasie follicolari tra forma maligna ( carcinoma ) e benigna ( adenoma ), con una accuratezza diagnostica di circa il 90%.
La tecnica utilizzata è già stata sperimentata per la diagnosi di altri tumori ed è in grado di attribuire specifiche caratteristiche biochimiche ai tessuti tiroidei osservati al microscopio.

La conclusione di questo primo studio apre la strada a una diagnostica più accurata dei noduli tiroidei ed è un importante passo verso l'aumento dell'affidabilità della diagnosi delle lesioni follicolari della tiroide, grazie alla spettroscopia Raman accoppiata a indagini istopatologiche.

L'obiettivo dei ricercatori è quello di poter traslare al paziente questa tecnica nella fase pre-chirurgica, al momento della valutazione per la scelta del trattamento, in modo da dare l’indicazione terapeutica più appropriata.

L'importanza dello studio consiste nel fatto che, attualmente, per decidere se un paziente con nodulo tiroideo necessiti di intervento chirurgico o possa essere seguito clinicamente, si utilizzano ecografia e agoaspirato, due strumenti diagnostici che nelle lesioni follicolari non sono discriminanti.
Questa situazione si verifica in circa il 20% dei noduli sottoposti ad agoaspirato. Pertanto, questi pazienti ricevono un intervento chirurgico a scopo diagnostico, che in più della metà dei casi può essere evitato. ( Xagena Medicina )

Fonte: Cnr, 2017

Xagena_Salute_2017


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