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La malattia di Lyme può causare artriti, problemi neurologici e cardiologici



La malattia di Lyme è causata da un gruppo specifico di batteri trasmessi all’uomo tramite puntura di una zecca infetta.
La malattia determina vari problemi clinici: dal tipico rash cutaneo ( eritema migrante ) al coinvolgimento sistemico che può causare artriti, problemi neurologici e cardiologici.

La probabilità di essere morsi da zecche infette e contrarre la malattia di Lyme aumenta nelle aree erbose e boschive, ma anche nei parchi e nelle aree verdi urbane.
In Italia i dati ufficiali sulla diffusione della malattia di Lyme sono limitati e non-recenti: nel 2000 una circolare del Ministero della Salute riportava circa un migliaio di casi nel periodo 1992-1998.
Le Regioni con il maggior numero di segnalazioni erano Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna e la Provincia autonoma di Trento, mentre nelle Regioni centro-meridionali e insulari i casi segnalati erano rari.
Recentemente, il Gruppo Italiano di Studio sulla Malattia di Lyme ha stimato che in Italia si verificano circa 500 nuovi casi ogni anno.

Tuttavia, l’incidenza della malattia di Lyme potrebbe essere ampiamente sottostimata, perché la maggior parte delle stime si basa sui casi confermati in laboratorio, senza considerare quelli diagnosticati clinicamente e quelli non-diagnosticati: in particolare quelli in cui la malattia si presenta solo con sintomi aspecifici come febbre, sudorazione, malessere generale, astenia, cefalea, difficoltà di concentrazione.

Le linee guida NICE ( National Institute for Health and Care Excellence ) forniscono raccomandazioni relative alla diagnosi e alla terapia della malattia di Lyme: dai dati epidemiologici e clinici alla base di un adeguato sospetto clinico alle corrette modalità per la rimozione delle zecche; da un algoritmo per l’utilizzo dei test di laboratorio alla terapia antibiotica a cui la linea guida dedica particolare attenzione. Sono infatti riportati in maniera molto dettagliata i numerosi schemi di trattamento per adulti e bambini, tenendo conto della assenza / presenza di disturbi focali: dal coinvolgimento dei nervi cranici o del sistema nervoso periferico a quello del sistema nervoso centrale, dall’interessamento articolare a quello cardiaco.

Le numerose incertezze conseguenti alle limitate evidenze scientifiche determinano spesso paura e frustrazione nelle persone con diagnosi o sospetto di malattia di Lyme.
Per tale ragione le linee guida NICE raccomandano di fornire supporto, informazioni da fonti attendibili e una chiara comunicazione sulla diagnosi e sul trattamento, incluse le incertezze relative all’accuratezza dei test diagnostici e all’eventuale persistenza dei sintomi dopo la terapia antibiotica.

In particolare, se il sospetto clinico è elevato non bisogna escludere la probabilità di malattia di Lyme sulla base di una anamnesi negativa per esposizione a punture di zecca, peraltro non sempre visibili, o se i test di laboratorio sono negativi.
Inoltre, se i sintomi persistono dopo due cicli completi di antibiotico-terapia, non bisogna prescrivere di routine ulteriori cicli. ( Xagena Medicina )

Fonte: Fondazione GIMBE, 2018

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Per approfondimenti sulle Malattie reumatiche: Reumatologia.net https://reumatologia.net/



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